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– Venezia Giulia Gobierno Regional: Información básica |
PARTE 1 - CONTENIDO
Presidente de la Junta Regional: Ricardo Illy - Curriculum Vitae
Definiciones
de la Junta Illy
Declaraciones
programáticas
Asesores y concejeros
en el modelo de gobierno
Las
reformas institucionales
Políticas
por sector
1-.
Sanidad y Asistencia
2-. Innovaciones al servicio de la sociedad regional
3-. Economía y trabajo
4-. Ambiente
5-. Cultura y deporte para la calidad de vida
6-. La formación: cantera de la inteligencia
7-.Conclusiones del Presidente Ricardo Illy en su discurso
de asunción
Presidente de la Junta Regional: Ricardo Illy
Curriculum Vitae
Nato a Trieste il 24 settembre 1955, da ragazzo è stato maestro di
sci a Piancavallo e istruttore di vela a Monfalcone. Giovanissimo, ha sposato
Rossana, giornalista enogastronoma, e ha avuto una figlia, Daria, oggi insegnante
di educazione fisica e personal trainer. Impiegato presso l'azienda caffeicola
di famiglia dal '77, ha riorganizzato la struttura commerciale interna e quella
delle società controllate. Ha creato per "illycaffè" il settore
marketing, fino ad allora inesistente, e ha firmato "Dal Caffè all'Espresso",
edito da Mondadori e tradotto in inglese, francese e tedesco. Direttore commerciale
e poi amministratore delegato, attualmente Riccardo Illy è vicepresidente
di "illycaffè SpA", l'azienda fondata nel 1933 dal nonno paterno - di
origine ungherese - e oggi presente in 70 Paesi. Ha ricoperto le cariche di
vicepresidente dell'Associazione degli Industriali di Trieste e di presidente
del Seminario Permanente Veronelli. Indipendente e sostenuto da una coalizione
che anticipava l'Ulivo e da una lista civica che porta il suo nome, è
stato eletto due volte – nel 1993 e nel 1997 - sindaco di Trieste, per i due
mandati previsti dalla legge. Come primo cittadino, e da sincero amante della
musica, ha ricoperto la carica di Presidente del Teatro Comunale Giuseppe Verdi.
E' stato presidente del Comitato Promotore della Direttrice Ferroviaria Europea
Transpadana.
Ha ricevuto il titolo di Commendatore dal presidente della Repubblica italiana,
e il "golden honorary title" dal presidente della Repubblica austriaca. Ha conseguito
la laurea honoris causa in Scienze Politiche presso l'Università degli
Studi di Trieste presentando la "lectio doctoralis" sul tema dell'allargamento
a Est dell'Unione Europea. Nel 2001 è stato eletto deputato al Parlamento
italiano, aderendo al gruppo misto in qualità di membro indipendente;
ha fatto parte della IX Commissione parlamentare (Trasporti, Poste e Telecomunicazioni)
ed è stato segretario della Commissione parlamentare consultiva in ordine
dell'attuazione della riforma amministrativa. Ha fortemente voluto e promosso
il referendum non confermativo sulla legge elettorale regionale. Ottenuta l'elezione
diretta del presidente, ha mantenuto fede alla promessa fatta a tutti i cittadini
e si è candidato alla presidenza della Regione Friuli - Venezia Giulia
sostenuto dalla coalizione Intesa Democratica.
E' stato eletto Presidente della Regione nella consultazione elettorale dell'
8-9 giugno 2003.
Declaraciones programáticas
Asesores y concejeros en el modelo de gobierno
L'elezione diretta del Presidente crea uno stretto legame tra eletto, elettore e programma di governo, con la conseguenza che la gestione è diventata elemento vincolante per l'agire della pubblica amministrazione. Le strutture organizzative sono costruite con riferimento agli obiettivi da raggiungere, e non in base ad astratte definizioni di competenze. Con riferimento a questo fine, avendo ben presente il quadro normativo nel quale dovremo operare, mi sono attenuto alle disposizioni contenute nello Statuto d'Autonomia del Friuli Venezia Giulia e, in modo particolare, all'art 40 che recita: "L'ufficio di Presidente della Regione o di Assessore è incompatibile con qualunque altra carica pubblica". Nella circostanza, il significato e lo scopo originario dell'art. 40 non miravano all'esclusione del cumulo tra la funzione dell'assessore e quella del consigliere. Per inciso, ricordo che l'istituto dell'incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere comunale, già previsto dalla legge 81/93, è stato confermato anche nel Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali (art. 64). Le norme legislative sull'incompatibilità attuano i principi di buon andamento e di imparzialità della pubblica amministrazione, previsti dall'art. 97 della Costituzione italiana. Quest'interpretazione - pur non essendo l'unica prospettabile- è anche quella che comporta, in una situazione giuridicamente non incontrovertibile, una prassi applicativa più prudente, evitando il rischio di controversie giudiziarie dall'esito incerto. Sotto il profilo funzionale, la disposizione dell'art 40 dello Statuto può essere interpretata come norma elettorale cd. di contorno, tesa a stabilizzare la forma di governo regionale con la funzione di limitare condizionamenti nei confronti del Presidente eletto direttamente dal corpo elettorale. In tal senso, ho voluto scegliere gli assessori esterni, chiedendo ai nominati di rassegnare le dimissioni dalle cariche di natura pubblica, compresa quella di consigliere regionale.
A livello di riforme istituzionali, la Giunta regionale intende raggiungere tre fondamentali obiettivi:Prima di chiudere questa
parte, ritengo importante trattare ancora due questioni di rilievo. Mi riferisco,
in primo luogo, alla provincia della montagna e ai comprensori montani.
Intendiamo istituire, previo referendum, la Provincia dell'Alto Friuli. Un soggetto
istituzionale che, in un quadro di autogoverno e di sviluppo delle aree montane,
potrà svolgere una regia in tema di integrazione di servizi ad area vasta,
programmando e coordinando le politiche regionali a favore di questi territori.
Intendiamo, inoltre, riesaminare la recente riforma dei comprensori montani.
La seconda ed ultima questione - riguarda l'Ente Regione. In primo luogo, la
Regione dovrà "modellare" il proprio core business su funzioni legislative
di programmazione, di indirizzo e di coordinamento. Con un'avvertenza, per così
dire, di fondo. Programmare non significa minori responsabilità. Programmare
significa, invece, avviare un nuovo modello di governance regionale. Un modello
fondato su quattro direttrici principali: sulle prerogative dell'organo legislativo,
sulle prerogative dell'esecutivo, su un nuovo assetto dell'organizzazione regionale,
su una nuova rete di relazioni con i soggetti esterni.
1-. Sanidad y Asistencia
Per quanto riguarda invece
gli altri punti del programma, ritengo doveroso iniziare dalla sanità,
comparto che, assieme a quello delle autonomie locali, assorbe una parte rilevante
del bilancio regionale. La sanità e l'assistenza. Un welfare di comunità.
In una Regione come la nostra la sanità e i servizi sociali hanno un
ruolo decisivo.
Una Regione con una popolazione ridotta e con una percentuale di anziani superiore
alla media nazionale. Per questi motivi, la Giunta regionale ritiene che la
sanità regionale debba restare sotto il controllo pubblico. Anche il
cittadino - come previsto dalla normativa nazionale - potrà partecipare
al controllo del sistema sanitario e dei servizi sociali, attraverso appositi
Comitati da istituire in ogni Azienda. Agli Enti locali saranno, invece, conferiti
poteri concreti. Penso, ad esempio, a una loro partecipazione, mediante la Conferenza
dei Sindaci, al procedimento di nomina (e di eventuale revoca) dei Direttori
Generali, oltreché a quello di approvazione dei bilanci preventivi, delle
Aziende sanitarie. Rinegozieremo con lo Stato l'entità della compartecipazione
al gettito erariale, compartecipazione inadeguata alle competenze trasferite
in materia sanitaria. Riqualificazione della rete ospedaliera. In tema di riqualificazione
ospedaliera è necessario completare in tempi rapidi la stagione di riforme
iniziata quasi dieci anni fa.
Aggiorneremo la legge regionale 13/1995 sulla riforma della rete ospedaliera,
potenziando, innanzitutto, i servizi territoriali. Lavoreremo ad un nuovo piano
sanitario, che dovrà, tra le altre cose, riconsiderare gli accordi di
area vasta e ridisegnare l'autonomia sanitaria della Regione. E ancora. Bisognerà
individuare strutture intermedie - come gli ospedali di comunità - che
prevedano, accanto ad una RSA, anche la presenza di un'area di degenza di medicina,
riconvertendo, così, i piccoli ospedali. L'Esecutivo verificherà
il ruolo delle RSA, portando - questo è uno degli obiettivi - i posti
letto disponibili ad un rapporto tendenziale di uno ogni cento ultra sessantacinquenni
già nell'arco di questa legislatura. Sarà, inoltre, valutata la
possibilità di estendere la gratuità di questo servizio oltre
il primo mese. Resteranno a carico del Servizio Sanitario Regionale le categorie
ad alta integrazione, come gli anziani cronici, i malati psichiatrici, i soggetti
affetti da dipendenze. Intendiamo rafforzare, all'interno degli ospedali, la
rete degli Hospice, favorendo una loro capillare diffusione sul territorio regionale.
Conclusa la sperimentazione, bisognerà lavorare a un modello unitario
per integrare le Aziende ospedaliere e le strutture universitarie. Ci opporremo,
infine, alla iniziale proposta del Governo di trasformare il CRO di Aviano e
il Burlo di Trieste in Fondazioni. Potenziamento dei servizi territoriali. Riteniamo,
inoltre, necessario riorganizzare e potenziare le strutture territoriali. La
Direzione della sanità e delle politiche sociali dovrà tornare
ad assumere un ruolo di programmazione e di indirizzo delle politiche socio
sanitarie, mentre dovranno essere ricalibrati assetto e funzioni dell'Agenzia
regionale della sanità. Bisognerà individuare misure urgenti per
risolvere la carenza di personale infermieristico e assistenziale. Destineremo
congrue risorse al dipartimento di prevenzione di ciascuna ASSR, alla messa
in rete dei medici di base con le strutture ospedaliere nonché al potenziamento
della medicina del lavoro. Saranno riqualificati i consultori familiari. Saranno
riconosciute, sul piano legislativo, le diverse pratiche di medicina e le diverse
discipline bionaturali e definiti, nel contempo, i relativi ordini e collegi
professionali. E' necessario, inoltre, finanziare e attuare la legge regionale
sull'amianto, riservare maggiore attenzione al piano per l'emergenza, a quello
materno infantile e a quello per la riabilitazione. I Livelli Essenziali Assistenziali,
così come recepiti e attuati dalla precedente amministrazione, saranno
rivisti, in nome del diritto all'informazione e alla partecipazione da parte
della collettività regionale. Ascoltare i cittadini, capirne le esigenze.
Dovremo, poi, lavorare sulla capacità di ascolto dei cittadini. Per questo,
sarà potenziato il sistema informativo regionale, secondo il principio
della qualità globale. La Giunta regionale fornirà indicazioni
per ridurre le liste di attesa nella sanità pubblica, chiedendo alle
Aziende sanitarie e ospedaliere di verificare quelle più critiche. Un
welfare solidale e integrato. Nel settore sociale, la Regione dovrà promuovere
un Welfare di comunità, mirando all'integrazione fra le politiche sociali,
quelle sanitarie, del mercato del lavoro, della formazione e della cultura in
senso ampio. Dovrà riconoscere un ruolo importante ai diritti della persona,
fine ultimo della progettazione e della gestione dei servizi di protezione sociale.
Attraverso la Carta di Servizi, dovrà diffondere, inoltre, strumenti
di trasparenza e di promozione dei diritti del singolo. Per raggiungere parte
di questi obiettivi, l'Amministrazione dovrà compiere, però, uno
sforzo importante sul piano normativo e amministrativo. Bisognerà colmare
il gap che ci separa dalle Regioni del nord, approvando la legge regionale di
recepimento e attuazione dei principi della legge 328/2000. Con essa sarà
dato un deciso sostegno alla cultura dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza,
all'associazionismo e al volontariato, colonne portanti di una diffusa ed insostituibile
rete di solidarietà. Nell'ambito della politica per la famiglia intendiamo
privilegiare l'erogazione di nuovi servizi, mentre nel campo del sociale una
cura particolare sarà riservata all'infanzia, cercando il confronto e
l'integrazione delle politiche educative, di tutela dell'infanzia, della salute
e del sostegno della famiglia e della funzione genitoriale. Un'attenzione particolare
deve essere riconosciuta alle fasce più deboli della società.
Riteniamo che la soluzione ' o almeno una delle soluzioni possibili- possa essere
quella di sostenere le proposte degli enti locali che mirano a coprire le esigenze
di residenzialità secondo la logica della casa-famiglia. Bisogna, poi,
dare attuazione alla legge regionale 10/1998. Bisogna far decollare il progetto
'Vita Indipendente' a vantaggio delle persone disabili. Bisogna compiere ogni
sforzo per fare della nostra regione una regione a misura dei disabili. Bisogna,
infine, investire risorse adeguate per sostenere il reddito delle famiglie e
per incentivare, ove possibile, l'accesso alla rete dei servizi e a forme di
solidarietà, anche non istituzionale, da parte di coloro che vivono in
condizioni di disagio economico. Per quanto riguarda l'immigrazione, io credo
che si debba dare del fenomeno una lettura positiva. L'immigrazione è
una risorsa. Una risorsa per la vita economica, sociale e culturale della nostra
regione. Lavoreremo da subito per definire una legge organica di settore. Nel
piano regionale di coordinamento e di sostegno degli interventi del Progetto
Nazionale Asilo, individueremo specifiche azioni a favore dei richiedenti asilo
e dei rifugiati. Attiveremo strutture di prima accoglienza per facilitare la
prima fase di integrazione nel nostro tessuto sociale. Lavoreremo perché
le soluzioni abitative per la prima accoglienza sostenute da interventi pubblici
siano costituite in prevalenza da comunità alloggio e da appartamenti
inseriti in contesti abitativi urbani. Infine è mi avvio a chiudere questa
parte- sosterremo l'associazionismo dei migranti. Riformando le strutture di
rappresentanza regionale. Creando luoghi di aggregazione tra gli immigrati maggiormente
decentrati. Promuovendo una cultura di apertura verso l'altro che sia di stimolo
alla necessaria propensione all'interculturalità. Chiudo, infine, con
un accenno alle politiche per la casa. Penso alla riforma degli Ater, una riforma
che, dopo aver snaturato il ruolo sociale delle case popolari, deve essere rivista.
Penso alla necessità di rimettere al centro dei programmi il diritto
alla casa, di riassegnare alla Regione la funzione di indirizzo e di verifica
dell'operato degli ATER stessi. La politica della casa dovrà, poi, tener
conto del bisogno di abitazione da parte dei trasfertisti, degli immigrati e
delle fasce sociali più deboli. Aumenteremo i fondi per le abitazioni
in affitto a costi sostenibili. Lavoreremo ad un piano di recupero degli edifici
in stato di degrado, programmando la realizzazione degli alloggi necessari nei
prossimi cinque anni.
2-. Innovaciones al servicio de la sociedad regional
Passando al settore dell'innovazione,
io credo che la prima vera innovazione debba essere culturale. La società,
anche quella regionale, deve maturare una politica di innovazione capace di
permeare ogni suo settore vitale. Le intelligenze, le conoscenze ma ancor più
la condivisione delle conoscenze sono le risorse prime di una società
avanzata. La Regione dovrà assumere un ruolo guida nell'innovazione,
attraverso specifici interventi formativi a tutti i livelli. Andranno modernizzati
i servizi regionali e posti in rete con le Province, i Comuni e le Aziende Sanitarie.
Dovrà essere promosso un programma di alfabetizzazione informatica. Bisognerà
favorire l'innovazione e le nuove tecnologie, puntando verso un più attivo
collegamento tra imprese, centri di ricerca e istituzioni. Nei prossimi anni,
il cambiamento nella società, nelle imprese e nella pubblica amministrazione
sarà condizionato dalle tecnologie dell'informazione e della comunicazione,
dalle quali dovremo trarre il massimo vantaggio. E' atteso un cambiamento anche
sul piano sociale, dove l'innovazione ridisegnerà i diritti di cittadinanza
connessi con le possibilità di accesso (o di esclusione) alle informazioni.
Per essere protagonista del cambiamento, il territorio dovrà sviluppare
la ricerca e innescare un efficace sistema di trasferimento delle conoscenze,
dai laboratori verso il sistema produttivo e verso la società. Essa dovrà,
poi, essere realizzata integrando le realtà locali (produttive e di ricerca)
con quelle delle regioni vicine, in particolare dell'Austria, della Slovenia
e della Croazia. Innovare per crescere. Andrà migliorata la recente legge
sull'innovazione, occasione questa che sarà anche utile per ridefinire
gli obiettivi strategici da conseguire in una prospettiva europea e internazionale
per il Friuli Venezia Giulia. Dovranno essere incrementati gli investimenti
regionali in ricerca e sviluppo. E - sempre nell'ottica di favorire l'innovazione
e le nuove tecnologie- dovrà essere sostenuta l'istituzione e il rafforzamento
dei centri di ricerca nonché la loro piena integrazione con la società
regionale. Alla ricerca e alla scienza sono riservate funzioni di supporto dei
distretti industriali, delle filiere produttive e dei clusters intersettoriali,
accelerando così il trasferimento dei risultati della ricerca alle imprese
regionali, in attuazione del decreto legislativo 297/99.
Saranno, infine, finanziate e sostenute le attività di ricerca pura e
applicata. Ricordo i progetti svolti in cooperazione con le Università
regionali, con l'Area Science Park, con le altre istituzioni del polo scientifico
di Trieste, con l'AGEMONT e con gli istituendi centri di trasferimento tecnologico
di Udine e Pordenone. Penso ai progetti che riguardano l'innovazione di processo,
l'innovazione di prodotto nonché l'impiego avanzato delle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione. Penso ai progetti che riguardano la
messa in rete delle istituzioni scientifiche e di ricerca della regione. Penso,
infine, ai progetti di localizzazione nella nostra regione di laboratori di
ricerca e di unità che svolgono attività a forte contenuto innovativo.
L'amministrazione nella rete. Ciò premesso, ritengo che la Regione dovrà
porre gli obiettivi strategici nel settore dell'innovazione tecnologica. Dovrà
favorire lo sviluppo di sistemi di condivisione della conoscenza, la modernizzazione
dei sistemi informativi e la loro integrazione con gli strumenti di supporto
alle decisioni delle imprese. Dovrà, infine, migliorare la comunicazione
tra i cittadini e la pubblica amministrazione, obiettivo realizzabile anche
con l'introduzione della carta dei servizi della regione Friuli Venezia Giulia.
Anche sul fronte economico,
è necessario recuperare il tempo perduto in questi ultimi anni. Fanalino
di coda del Nord Est, il Friuli Venezia Giulia ha perso la sua spinta propulsiva.
Presenta un Pil cresciuto, nel triennio 1999-2002, meno della media nazionale,
ferma al 2%. Questa è una tendenza che dobbiamo invertire. Puntando sulla
qualità. Puntando sulla crescita della ricchezza prodotta e sulla piena
e più qualificata occupazione. La Giunta regionale darà priorità
a una politica di sostegno e di programmazione dello sviluppo correlata alla
sostenibilità ambientale, alla qualità dell'aria, dell'acqua e
del suolo, alla salute dei cittadini e alla sicurezza dei lavoratori. La politica
per l'occupazione sarà alla base di una complessiva azione di governo
regionale, che dovrà valorizzare le peculiarità territoriali,
l'innovazione di prodotto e di sistema, la messa in rete degli attori sociali
e istituzionali coinvolti. La tutela e la valorizzazione dell'ambiente dovranno
stimolare una nuova idea di sviluppo che abbia come riferimento la salvaguardia
del territorio e che sia anche in grado di creare nuova occupazione nel campo
della promozione, della manutenzione e della riqualificazione ambientale. Per
il progresso della nostra regione, saranno strategiche non solo le collaborazioni
con le vicine regioni del Veneto e del Trentino Alto Adige, ma anche i rapporti
internazionali nei diversi settori dell'innovazione, dell'ambiente, del trasporto,
dell'industria e del commercio. Un sistema di trasporto di livello europeo.
Massima attenzione sarà riservata al settore delle infrastrutture, interne
ed esterne. Da esso dipenderà parte dello sviluppo della nostra Regione,
chiamata ad assumere come base della propria azione una prospettiva di più
ampia collaborazione con le Regioni e gli Stati vicini. Questo Esecutivo intende
favorire la realizzazione del passante di Mestre nonché il potenziamento
di tutte quelle infrastrutture, viarie e ferroviarie, di interesse sopranazionale,
che attraversano la Slovenia, l'Ungheria, l'Austria e la Croazia. Intende sostenere
l'attivazione della ferrovia che già collega Gorizia con Nova Gorica
e migliorare la rete dei trasporti che ha al suo centro il Friuli Venezia Giulia.
Penso, ad esempio, all'autostrada Maribor - Lago Balaton e alla nuova linea
ferroviaria Trieste - Lubiana - Budapest. Vogliamo rivedere il progetto della
Sequals - Gemona per ridurne ulteriormente l'impatto ambientale. Porti e trasporto
intermodale. Anche il potenziamento dei porti regionali di Trieste, di Monfalcone
e di Portonogaro è in linea con queste premesse. Il Porto di Trieste
dovrà essere al servizio dell'economia regionale, mentre per il Porto
di Monfalcone dovrà essere valutata l'opportunità di classificarlo
come 'porto regionale'. Sarà necessario, soprattutto, collegare i porti
regionali con il proprio retroterra, che deve essere dotato di un avanzato sistema
di trasporto intermodale (autostrade, ferrovie, aeroporto). Va completato e
collegato lo scalo di Cervignano per svilupparne le potenzialità. Bisogna,
infine, dare a Ronchi dei Legionari quel polo intermodale che gli permetterà
di integrare il trasporto aereo, su rotaia e su gomma. Con la prossima caduta
delle frontiere a Est, dovremo pensare alla riqualificazione dell'Autoporto
di Gorizia, che potrebbe diventare un 'distripark' vicino al Porto di Monfalcone.
La politica dello sviluppo. Il settore produttivo ha bisogno, in primo luogo,
di un nuovo testo unico che preveda interventi regionali a favore delle imprese.
Bisognerà, poi, recuperare e potenziare la 'Legge Sabbatini', che prevede
vantaggi alle piccole e medie imprese attente all'innovazione tecnologica. Sarà
urgente definire una forte politica industriale regionale, orientata al sostegno
e alla crescita delle imprese, dell'occupazione e dello sviluppo. La Regione
affiancherà le imprese regionali proiettate verso i mercati internazionali,
in particolar modo, verso i Paesi dell'Est. Fornirà indirizzi per destinare
i finanziamenti regionali alle imprese. Sosterrà le vocazioni produttive
della nostra regione, valorizzando i distretti industriali, per i quali è
immaginabile un incremento con la costituzione di quello del vino e della nautica
da diporto. La Regione valuterà, inoltre, l'opportunità di acquisire
la maggioranza di Mediocredito e di Insiel, mentre continuerà a mantenerla
nei settori strategici del credito, non senza, però, una razionalizzazione
di Finest e Informest. Andranno riorganizzate le società che operano
nel settore delle infrastrutture viarie, guardando, in particolare, ai risultati
economico-finanziari. Friulia sarà l'holding delle partecipazioni regionali,
un soggetto qualificato per operazioni di finanziamento (anche con il coordinamento
ed il potenziamento di Congafi) e di venture capital delle imprese locali. Avrà,
inoltre, il compito di avviare una scuola per la formazione imprenditoriale,
agevolando l'imprenditoria nel passaggio dall'assetto organizzativo padronale
a quello manageriale. Tutele e promozione del lavoro. E' fondamentale affermare
una politica incardinata sul diritto al lavoro, che metta al centro l'occupazione
e, in particolar modo, quella femminile.
Gli uffici pubblici per il collocamento, decentrati alle Province, devono essere
messi in condizione di funzionare, con adeguate risorse economiche e organizzative.
II rispetto dei diritti dei lavoratori andrà garantito, in primo luogo,
tramite la verifica dell'applicazione delle tutele codificate dallo Stato e
poi sostenuto da politiche di crescita promosse anche dalla Regione con adeguate
misure di politica economica e di politica attiva del lavoro. II diritto al
lavoro e la fruizione di diritti sul posto di lavoro saranno perseguiti con
l'esplicito riconoscimento della funzione sociale dei lavoratori, valorizzando
in modo continuo il dialogo con i sindacati e le altre parti sociali, nell'ottica
della riduzione del precariato. La Regione dovrà, poi, sviluppare una
chiara politica per i lavoratori extracomunitari, puntando verso un'integrazione
responsabile e rispettosa delle diversità. Dovrà, infine, essere
tutelata e valorizzata l'occupazione femminile che diverrà il paradigma
del nuovo lavoro. Commercio: uno sviluppo equilibrato. Nel settore del commercio,
uno dei primi adempimenti della Giunta regionale sarà la riscrittura,
secondo lo spirito della 'Bersani', della attuale legge regionale sul commercio.
Per quanto riguarda la grande distribuzione, essa dovrà qualificare l'offerta
in termini di ampiezza e di immediata confrontabilità a vantaggio del
cliente. Riteniamo, tuttavia, che essa dovrà sottostare alla normativa
regionale, evitando, quindi, l'attuale liberalizzazione non controllata, frutto
della mancata emanazione del regolamento che doveva disciplinare il settore.
Bisogna qualificare la piccola e media distribuzione. Così come bisogna
tutelare la funzione economica e sociale svolta dalla piccola distribuzione
in termini di presidio e di controllo del territorio urbano. Turismo: qualità
e ambiente. II comparto del turismo, una delle risorse più importanti
della Regione, chiede la riforma della recente legge regionale di settore. E'
una riforma attesa dalle categorie economiche, che chiedono di valorizzare il
ruolo dei Comuni, delle Province e degli operatori del settore. Il turismo è
anche turismo congressuale, che necessita di nuovi investimenti, di spazi ampi
e attrezzati, di una ricettività alberghiera adeguata sul piano quantitativo
e qualitativo. Un turismo utile per far conoscere il Friuli Venezia Giulia,
le sue risorse e le sue potenzialità. Bisogna, inoltre, promuovere il
turismo culturale e sportivo, la nautica da diporto e l'agriturismo, le cui
potenzialità sono sinergiche al turismo ambientale, particolarmente,
sviluppato nelle località balneari. Infine, un discorso a parte riguarda
la montagna, dove il settore turistico andrà incentivato con la realizzazione
di nuovi impianti di risalita, tra loro collegati. Fondamentale sarà
il collegamento tra Sella Nevea e Bovec in Slovenia, tra Piancavallo e Pian
del Cansiglio, tra Forni di Sopra e i vicini impianti veneti, tra Pontebba e
Pramollo. Lo sviluppo della montagna dovrà, inoltre, necessariamente
passare attraverso l'introduzione di forme innovative di telelavoro. La risorsa
agricoltura. L'agricoltura regionale, una delle più avanzate del Paese,
è alla vigilia di sfide essenziali. Per questo motivo, è necessario
definire una politica agraria altamente qualificata, rispettosa del territorio,
attenta a valorizzare le risorse imprenditoriali del sistema agrario, sensibile
a formare una nuova leva di operatori, favorevole verso le produzioni di nicchia
già presenti. Vanno create filiere agroalimentari complete e controllate.
Un'agricoltura ecocompatibile, inoltre, è ad un tempo un obiettivo ambientale
ma anche economico. Va promossa la collocazione dei prodotti attraverso il sostegno
alla formazione e allo sviluppo delle associazioni dei produttori, alla certificazione
delle produzioni tipiche, biologiche o comunque prodotte in forma prevalente
nel territorio regionale, ai marchi d'origine. Per quanto riguarda gli organismi
geneticamente modificati, la Regione si atterrà alle normative italiane
ed europee, applicando con rigore il principio di cautela. Saranno favorite
le coltivazioni di varietà autoctone. L'agricoltura regionale, in sostanza,
dovrà concentrarsi sulla qualità della propria produzione, per
essere competitiva, per valorizzare le produzioni specifiche, per svolgere un
ruolo essenziale nel disegno equilibrato del territorio e dell'ambiente, garantendo
il bene comune della sicurezza alimentare. In questa prospettiva alla Regione
spetta non solo la promozione e la formazione del personale, ma anche la verifica
e la tutela della qualità. Un cenno soltanto per l'Ersa, la cui recente
legge di riforma merita, a sua volta, di essere rivista perché l'Ente
possa svolgere una funzione pubblica di promozione dell'agricoltura regionale,
secondo le finalità previste dai piani di sviluppo e con la piena e democratica
partecipazione dei rappresentanti delle categorie professionali agricole e delle
associazioni dei consumatori. Artigianato sul territorio. L'artigianato, presente
in modo capillare sull'intero territorio regionale, rappresenta un'importante
rete di competenze e di lavoro. Una risorsa preziosa per l'economia regionale
e per un'occupazione estesa e qualificata. Per questo motivo, è necessario
impegnarsi per sostenere questo settore con interventi sul piano finanziario,
per la qualificazione professionale dei giovani, per la semplificazione burocratica.
Chiuso l'ESA, sarà necessario completare l'attivazione e prevedere la
delega ai CAT - i Centri di Assistenza Tecnica - di alcune funzioni amministrative.
II marketing territoriale. Un'analisi approfondita dei diversi settori produttivi
del Friuli Venezia Giulia e una proiezione futura sui mercati e sullo sviluppo
delle aree limitrofe (e non), dovranno condurre ad un Piano di sviluppo economico
territoriale, articolato e condiviso, che consenta una programmazione organica
degli investimenti e degli interventi regionali. Ciò consentirà
di sfruttare la complementarietà dei diversi comparti nello sviluppo
delle potenzialità del Friuli Venezia Giulia. Una volta aggregata l'offerta,
alla Regione e agli enti locali spetterà di valorizzare le opportunità
del territorio sul mercato.
Un recurso para la calidad
de vida y para la calidad del desarrollo
Nel Friuli Venezia Giulia, il tema 'ambiente' rappresenta
un'occasione per risolvere i problemi della valorizzazione delle proprie risorse
territoriali, della coesistenza della conservazione della natura e dello sviluppo
economico e sociale. Promuovere l'ambiente. La Regione dovrà assumere
nell'arco di questa legislatura un ruolo dinamico. A cominciare dalla urgente
verifica dello stato di attuazione della normativa ambientale in relazione agli
obblighi di adeguamento e recepimento della legislazione comunitaria o nazionale.
Intervento questo che ha la priorità per i casi che coinvolgono la Regione
in procedure di infrazione promosse dall'Unione Europea. Vi è, in secondo
luogo, la necessità di adottare testi unici nel settore della raccolta
e dello smaltimento dei rifiuti, nel settore relativo all'uso, alla tutela e
al ciclo integrato delle acque pubbliche. In particolare, nel settore del ciclo
integrato delle acque pubbliche, la Regione dovrà recepire con proprio
provvedimento legislativo la cd. 'Legge Galli', legge fondamentale di tutela
del patrimonio idrico. Dovrà essere approvato, quanto prima, il Piano
di bacino che consentirà anche di evadere molte delle domande di realizzazione
di centrali idroelettriche. La raccolta differenziata, il riciclaggio e il recupero
dei rifiuti industriali, la revisione della legge sulla tassa di smaltimento,
la definitiva bonifica dell'amianto e l'individuazione di siti da destinare
a un suo conferimento sicuro e controllato saranno gli assi portanti della politica
di indirizzo in materia di rifiuti. Politica che dovrà, pertanto, partire
da una completa revisione degli attuali Piani regionali di settore e dalla redazione
di un analogo piano per i rifiuti speciali e pericolosi. Ci impegneremo per
adottare un piano energetico regionale adeguato ad una produzione più
razionale, economica, attenta all'utilizzo delle fonti rinnovabili e proiettata
verso la metanizzazione delle centrali elettriche. Sarà rivista la normativa
sulle attività estrattive e sarà approvato il relativo Piano.
Cercheremo, anche alla luce delle competenze assunte dalla Regione, di risolvere
i problemi di gestione delle risorse idriche, comprese quelle relative alla
pesca lagunare. In tema di difesa del suolo, sarà avviata una semplificazione
delle competenze e degli interventi, introducendo una visione più 'ecosistemica'
del patrimonio idrogeologico regionale. Superamento della fase delle emergenza
ambientali. Per altro verso, la Regione dovrà impegnarsi per superare
la fase delle 'emergenze ambientali'. Cito due esempi noti: la Cartiera di Tolmezzo
e la bonifica della Laguna di Grado e Marano. La mobilità sostenibile.
Dovremo sviluppare nuovi progetti per una mobilità sostenibile, urbana
ed extraurbana. Incoraggiando, per quanto riguarda la mobilità extraurbana,
il passaggio del traffico pesante da gomma su rotaia. Incentivando, per quanto
riguarda la mobilità urbana, l'uso di mezzi pubblici, anche attraverso
una diversa politica tariffaria, e l'uso di quelli ecologici. Favorendo l'approvazione
di Piani del traffico urbano coordinati e integrati con il Piano di risanamento
e prevenzione dall'inquinamento atmosferico di competenza regionale. Sarà
necessario, infine, incentivare il ricorso a mezzi di produzione di energia
pulita, con l'obiettivo di ridurre gli inquinanti atmosferici alla fonte. Uso
responsabile del territorio. Anche la gestione venatoria richiede un intervento
di riforma della legge regionale 30/1999, il cui modello organizzativo e gestionale
non ha dato i risultati attesi. Sarà necessario, poi, rivedere la normativa
regionale in materia di foreste, per una tutela effettiva del patrimonio boschivo
e per la trasparenza e semplificazione della gestione forestale, oltre che per
il corretto sfruttamento economico di questa risorsa naturale. Sotto un altro
aspetto, dovranno essere ridefiniti i ruoli tra la Regione e l'ARPA, anche nell'ottica
di una semplificazione dei procedimenti amministrativi ambientali. Sarà
necessario, infine, giungere a una riforma della polizia ambientale regionale
che potrebbe trovare nel Corpo unico di vigilanza ambientale un punto di arrivo.
Bisogna, infine, sostenere la Protezione Civile Regionale le cui professionalità
e competenze sono riconosciute anche al di fuori del territorio regionale. Cultura
dell'ambiente. La nostra proposta di politica ambientale è ispirata ad
alcuni criteri. Ricordo, in particolare, l'adozione del principio europeo di
'precauzione'. L'adozione di indirizzi, di strumenti di pianificazione generale
e di interventi per la soluzione di alcune grandi questioni, come le radiazioni
elettromagnetiche e la sicurezza idrogeologica. Ricordo anche la promozione
e il sostegno dei progetti che aderiscono ad Agenda 21 locale. Questa politica
sarà accompagnata da specifiche azioni a favore della diffusione della
cultura ambientale. Per la parte che interessa il mondo produttivo, penso, ad
esempio, alla necessità di avviare nuove politiche, suggerite dalla stessa
Unione Europea, in materia di Accordi volontari e accordi di programma negoziati,
strumento utile per porre le basi di un nuovo rapporto pubblico-privato verso
il fine comune di un sistema di produzione ecosostenibile. Penso, ancora, alla
promozione di un programma di adesione e di incentivazione delle imprese verso
la certificazione di qualità ambientale. Dal punto di vista del cittadino,
invece, l'Amministrazione regionale dovrà promuovere interventi per informare
la popolazione sullo stato di salute delle comunità e delle
condizioni ambientali dei rispettivi territori, per rendere pubblici i costi
ambientali, sanitari e occupazionali dell'inquinamento, per promuovere, con
adeguati sostegni alla produzione agricola, la bio-diversità, incoraggiando
le coltivazioni biologiche, le produzioni tipiche e le varietà locali.
La Regione dovrà, infine, finanziare campagne di educazione ambientale
e sanitaria, premiando i comportamenti di consumo eco-sostenibili. Dovrà,
infine, incentivare un modello di turismo diffuso di basso impatto esteso anche
alle realtà rurali marginali che devono essere valorizzate sotto il profilo
delle loro peculiarità culturali e naturali.
5-. Cultura y deporte para la calidad de vida
La cultura è l'espressione
più alta dell'identità di una comunità. Per questa ragione,
lavoreremo per finanziare progetti validi che siano congrui con queste premesse.
In primo luogo, dovrà essere rivisto il ruolo della Regione chiamata
a sostenere proposte idonee a offrire un servizio al territorio e a garantire
una corrispondenza agli scopi della programmazione culturale generale. Dovrà,
inoltre, collegare, specie sui grandi progetti, le diverse istituzioni di produzione
musicale, teatrale ed orchestrale del Friuli Venezia Giulia. Dovrà valorizzare
le grandi manifestazioni musicali, veicolo che contribuisce a diffondere, sul
piano turistico, l'immagine della nostra regione. Un circuito teatrale di qualità.
Dovremo lavorare per attivare un circuito teatrale di qualità. L'eccessiva
offerta sul territorio andrà riconsiderata e riqualificata. Per questo,
sarà necessario ripensare ai rapporti tra i Teatri Capoluogo ed i circuiti
teatrali. E riconsiderare il ruolo della fondazione recentemente costituita
per evitare sovrapposizioni con l'ERT cui spetterà, in particolare, la
programmazione del circuito, la formazione del pubblico, la valorizzazione delle
realtà del territorio. Ciò che importa è garantire, attraverso
un'immagine unitaria dell'Ente come propulsore centrale, ma in accordo con le
realtà locali, una programmazione teatrale di ampio respiro. Sempre tramite
l'ERT, riserveremo una particolare attenzione anche alla grande tradizione di
teatro amatoriale, a quelle compagnie professionali o semi professionali orientate
verso la ricerca, nonché allo sviluppo di un settore di attività
di tipo internazionale. A livello normativo, è necessario recuperare
il ritardo accumulato nel corso di questi anni. Bisognerà riscrivere,
infatti, la legge regionale vigente in materia di cultura, per far fronte anche
alle nuove competenze e alla gestione delle risorse che saranno trasferite dallo
Stato. Dovremo ridefinire, sulla base di questa riforma, anche i rapporti con
le Province e i Comuni nell'attuazione di un piano di indirizzo regionale. A
livello di metodo, riteniamo che alla stesura della nuova legge quadro del settore
debba partecipare una Conferenza Regionale della Cultura che avrà il
compito di elaborare gli indirizzi di settore. Successivamente, istituiremo
un 'Osservatorio dello Spettacolo' per permettere all'amministrazione regionale
di monitorare l'attività realizzata sul territorio. Alla Regione spetterà,
in definitiva, un ruolo strategico, in termini di servizi alle imprese del settore,
in termini di sostegno alla crescita delle relazioni, in termini di ripensamento
del sistema della distribuzione teatrale per macro aree, in termini di promozione
dell'accesso e della formazione del pubblico. La Regione dovrà fare ogni
sforzo possibile per valorizzare un altro settore che vanta tradizioni e cultura.
Penso al cinema. E agli interventi per qualificare le iniziative di distribuzione
dei cinema di qualità nelle sale d'essai. Penso alla necessità
di valutare l'opportunità di istituire la Fondazione cineteca del Friuli
Venezia Giulia, per unire il patrimonio della Cineteca del Friuli di Gemona,
con le risorse, la dotazione tecnologica e il patrimonio messo a disposizione
dal Servizio di cineteca regionale, affidando, così, alla Fondazione
stessa il coordinamento delle iniziative regionali. Per quanto riguarda le identità
multiculturali riteniamo che la Regione dovrà gestire il capitolo del
federalismo sul versante culturale, favorendo la piena valorizzazione delle
varie identità, della loro storia, della loro cultura e della loro lingua.
L'aspirazione alla pace sta tra gli elementi fondanti la regione. Saremo parte
attiva per l'affermazione di una politica di pace. E' urgente, pertanto, dare
piena attuazione alla legge 38/2001 per la tutela della minoranza slovena. Così
come è urgente l'attuazione della legge 482/1999 sulle lingue minoritarie.
Questi sono passaggi decisivi per elevare le nostre minoranze a strumento di
integrazione fra Stati, nel quadro di un'Unione Europea fondata sui comuni diritti
di cittadinanza e democrazia. Nel circuito nazionale e internazionale della
cultura, circuito nel quale il Friuli Venezia Giulia può dare un originale
contributo grazie proprio alla molteplicità delle identità ed
esperienze culturali presenti, la Regione dovrà avere una decisiva funzione.
Penso al completamento del progetto di 'televisione transfrontaliera' rilanciando,
anche nella prospettiva del potenziamento del servizio pubblico informativo
regionale, il ruolo strategico della sede Rai del Friuli Venezia Giulia. Vanno
sfruttate, altresì, la rete internet e la comunicazione satellitare per
raggiungere i corregionali all'estero. Una nuova responsabilità nella
valorizzazione dei beni culturali. Nel settore dei beni culturali, la Regione
avvierà un'autonoma e straordinaria operazione di ricognizione del patrimonio
culturale regionale, mettendo a frutto non solo l'esperienza del Centro regionale
di Catalogazione di Passariano, ma anche le conoscenze di tutte le risorse scientifiche,
professionali ed intellettuali presenti nelle due università della Regione.
Alla azione di tutela dei beni culturali svolta dallo Stato si affiancherà
quella pubblica regionale che necessita, però, di una propria autonomia
in materia di programmazione e indirizzo. I grandi progetti. La Regione dovrà
svolgere un ruolo fondamentale nella realizzazione di cinque grandi progetti
culturali, capaci di fungere da volano nella divulgazione della nostra identità
e delle nostre radici e nella capacità di promozione turistica del Friuli
Venezia Giulia.. Mi riferisco al Mittelfest, chiamato ad un rilancio attraverso
una nuova e più stretta collaborazione con i paesi dell'Europa centro-orientale.
Penso al sito archeologico di Aquileia, per il quale sarà necessario
un intervento straordinario per trasformarlo in una potente leva a sostegno
di un progetto di sviluppo socio-economico sostenibile per un'area circostante
assai vasta. Penso al Museo della scienza e della tecnica, progetto dalle dimensioni
ultraregionali la cui assenza oggi stride con la presenza sul territorio regionale
di realtà scientifiche di livello internazionale. Penso, ancora, al mare,
alla montagna e alle nostre tradizioni locali. Dobbiamo fondare un progetto
per valorizzare il paesaggio come elemento fondamentale della cultura e delle
comunità, locali e regionale. Infine, penso - con lo sguardo rivolto
ai giovani- alla necessità di definire progetti obiettivo per il finanziamento
di specifiche attività ed iniziative nei confronti delle giovani generazioni,
anche prevedendo una 'Carta dei servizi' rivolta ai giovani, fino all'età
di 26 anni. Sport e qualità della vita. La cultura non è solo
teatro, musica, cinema, minoranze linguistiche. La cultura è anche sport,
mezzo per migliorare la qualità della vita. In questo settore, la Regione
sarà al fianco del Coni, delle Federazioni, degli Enti di promozione
sportiva e delle società sportive per favorire la diffusione delle attività
sportive e motorie di base a tutti i livelli. Dovrà sviluppare un modello
di gestione sociale ed efficiente degli impianti sportivi, intensificando la
collaborazione tra gli Enti locali, il Coni, le Federazioni e le società
sportive. Sport e cultura viaggeranno assieme, in una logica di integrazione,
entrambi come veicolo di promozione turistica. Dovremo riservare una particolare
attenzione alla promozione dell'attività sportiva e motoria dei disabili.
Con l'istituzione dell''Osservatorio Regionale dello Sport', sarà possibile,
monitorando le esigenze dell'associazionismo sportivo, fornire servizi e collaborazione
alle società.
Dovremo aiutare i giovani atleti a conciliare sport e scuola. Bisognerà
diffondere le 'borse di studio per lo sport' ai giovani atleti che si allenano
e studiano nella nostra Regione per evitare che debbano abbandonare precocemente
i propri luoghi di origine. Dovremo rafforzare in tutta la regione il controllo
e la tutela della salute degli atleti, a tutti i livelli. E rafforzare il ruolo
del Centro regionale di Medicina Sportiva, mettendo in rete i medici di medicina
sportiva per lo scambio di informazioni e database.
6-. La formación: cantera de la inteligencia
L'ultimo punto programmatico - ultimo non certo per importanza- riguarda la formazione. Nella cd. knowledge society, la conoscenza, l'istruzione, la formazione permanente svolgono un ruolo fondamentale nella generazione e nel mantenimento delle competenze. Non solo per garantire cittadinanza al diritto allo studio, ma anche per rendere più competitivo il sistema regionale. Per questo motivo, la Regione dovrà svolgere un ruolo essenziale nella programmazione dell'offerta formativa. Dovrà rilanciare quegli aspetti dell'istruzione pubblica che l'attuale Governo ha ridotto o eliminato. Penso, ad esempio, all''istruzione superiore', compresa l'Università. O all'estensione dell''obbligo scolastico'. O ancora al superamento della storica marginalità della formazione professionale. Diritto allo studio e alla formazione. Per garantire pari diritto di studio, la Regione dovrà promuovere le istituzioni scolastiche e formative sul territorio, ampliandone l'offerta. Dovrà sostenere i programmi territoriali integrati e garantirne l'autonomia nella organizzazione di un efficace sistema regionale d'orientamento. In questo senso, saranno rivisti i fondi per il diritto allo studio e ridistribuiti in funzione del reddito e della situazione complessiva delle famiglie degli studenti. Rafforzeremo gli incentivi per proseguire la carriera scolastica. Favoriremo, per le fasce più deboli, la gratuità dei mezzi di trasporto, dei sussidi didattici e del servizio mensa. Garantiremo la presenza, in tutte le scuole, di personale educativo per combattere la dispersione scolastica e per agevolare l'inserimento dei disabili. Per cogliere questi risultati, la Regione dovrà, però, riesaminare il complesso della legislazione prodotta in materia, ponendo al centro del sistema l'istruzione pubblica.Un sistema di istruzione e di formazione avanzata e su standard europei deve passare attraverso il collegamento con la ricerca scientifica, attraverso la diffusione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, attraverso l'innovazione tecnologica, attraverso risorse aggiuntive per il territorio, la collaborazione delle istituzioni del mondo scolastico e formativo e, infine, attraverso l'integrazione delle loro politiche. La formazione professionale. Sulla 'riforma Moratti' noi riteniamo che la Regione debba fare la propria parte per consentire una scelta responsabile e per elevare gli standard culturali e formativi del percorso professionale. Assumerà, pertanto, nel settore della formazione professionale un ruolo diretto, valutando la costituzione di una società per azioni, prevista ancora nella legge che ha soppresso l'Irfop. Nei confronti delle organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori svolgerà compiti di regia, indirizzando l'attività delle scuole e verificando la qualità dei corsi istituiti. Noi crediamo nell'equazione 'più scuola = più opportunità'. Per questo motivo ci impegneremo per elevare l'accesso alla formazione professionale. Per garantire la frequenza, almeno fino a 16 anni, del primo biennio della scuola superiore. Per costruire un percorso biennale 'primo e secondo anno delle superiori- di insegnamento comune delle discipline fondamentali dell'istruzione. Per impostare l'ultimo anno dell'obbligo scolastico con un'offerta differenziata, con strumenti orientativi e opportunità aggiuntive per coloro che non intendono proseguire negli studi. L'università: dal territorio al sistema globale. Infine, l'Università, il luogo della 'formazione superiore'. Risorsa preziosa per il territorio con il quale operare in costante osmosi. Le competizioni e le sovrapposizioni tra Atenei regionali non giovano a nessuno, mentre, invece, devono essere stimolate le collaborazioni e le sinergie per raggiungere l'obiettivo dell'eccellenza sul piano internazionale delle nostre Università. La Regione dovrà finanziare l'istruzione universitaria e la ricerca, non solo scientifica, valorizzando le specializzazioni già presenti, soprattutto, attraverso borse di studio che premino i più capaci e i più bisognosi. Con lo Stato apriremo una trattativa per discutere la riduzione (fino all'azzeramento) delle barriere all'accesso nel territorio regionale per studenti, scienziati, docenti, ricercatori extracomunitari, iscritti alle università o chiamati a collaborare da istituzioni scientifiche regionali. Per favorire l'istituzione di Università dei Paesi Ince costituiremo un fondo quinquennale per borse di studio di master post laurea presso gli atenei regionali. Quanto alla competenza in materia di diritto allo studio universitario si dovrà giungere ad una revisione della legge di riferimento, ormai vecchia di tredici anni, che tenga conto anche delle positive esperienze maturate in altre grandi città universitarie. In questo percorso di riforma dovremo lavorare assieme ad altri soggetti. Penso, ad esempio, agli enti locali e alle Ater. Con la riorganizzazione degli Erdisu, la Regione dovrà garantire a tutti l'accesso alle Università, esser capace di superare l'attuale insufficienza delle strutture di accoglienza degli studenti e di migliorare la qualità del servizio offerto.
7-.Conclusiones del Presidente Ricardo Illy en su discurso de asunción
Signor Presidente,
Signori Consiglieri,
mi avvio alla conclusione di queste Dichiarazioni programmatiche. Oggi si
apre una fase nuova per il Friuli Venezia Giulia. Siamo chiamati a soddisfare
nuove esigenze sul versante del metodo di governo e di amministrazione, a mettere
al centro della nostra attenzione l'idea guida di produrre valore per il cittadino
e per il territorio. Non solo attraverso nuovi servizi, ma rimuovendo vincoli
e obblighi inutili e cogliendo le opportunità per migliorare la qualità
della vita. Non dobbiamo eccedere nella legislazione. Dobbiamo razionalizzare
l'esistente, semplificando le procedure, approvando testi unici, correggendo
quando necessario e concentrando le risorse sulle questioni più sentite
dalla gente. E nella organizzazione regionale far crescere le competenze vere,
attuare la sussidiarietà con sistemi operativi e all'altezza. Creare
in modo diffuso una capacità di lettura del "valore pubblico", di servizi
e interventi con idonei strumenti di valutazione dei risultati. Evitare parzialità
e favoritismi a tutti i livelli. Valore, legittimazione e capacità operativa
identificano le condizioni necessarie per la produzione di public value. Per
giungere a questo obiettivo, sarà necessario attivare una concertazione
con le parti sociali e tutte le rappresentanze dei settori produttivi e economici
della nostra Regione. Con questo spirito, mi accingo a iniziare questo cammino.
Il Presidente della Regione, la Giunta regionale e la maggioranza che mi sostiene
ricercheranno sempre non solo il confronto civile e democratico ma soprattutto
l'apporto costruttivo e aperto di tutte le componenti che vorranno contribuire
a far crescere questa nostra Regione, il Friuli Venezia Giulia. L'unico obiettivo
è e rimane "il servizio nel governare", avendo ben presente che alla
fine della nostra giornata abbiamo il dovere etico di dar conto del nostro operare.
Alla nostra gente, ma anche alla nostra coscienza. Con la certezza di contribuire
ogni giorno per il ruolo che ci compete ad adoperarci fattivamente affinché
la nostra Regione possa -memore della sua storia, delle sue tradizioni e dei
suoi valori culturali- svolgere quel ruolo internazionale per essere faro e
centro della nuova Europa. Grazie per la vostra attenzione.