Iniziative
dell'Ente Friuli nel Mondo
Proposta
per una discussione sul futuro (Seconda Parte)
(documento
approvato all'unanimità dal Consiglio di Amministrazione dell'Ente Friuli nel
Mondo, 1° febbraio 2004)
Leggere la prima parte
Viene ora proposto il secondo
documento base di riflessione sulle nuove politiche dell'Ente. Questo testo
consiste in un ulteriore approfondimento delle tematiche generali affrontate
dal testo pubblicato sul numero di novembre. Si tratta, ora, di approfondire
gli aspetti relativi al rinnovamento organizzativo e programmatico.
Si coglie l'occasione per ripetere l'invito, rivolto a tutti gli interessati,
a partecipare a questa straordinaria consultazione della friulanità attiva,
in Friuli, in Italia e nel mondo. Nessun contributo verrà ignorato, tutti
i suggerimenti verranno valutati perché ogni idea nuova è preziosa.
Piattaforma
di rinnovamento organizzativo e programmatico
Premessa
La collaborazione in atto tra le Province friulane in materia migratoria, il
coinvolgimento dei loro Presidenti nella programmazione, messa in opera e monitoraggio
dei suoi interventi, il significativo sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio
di Udine e Pordenone, delle Camere di Commercio e degli altri Enti aderenti,
conferiscono all' Ente Friuli nel Mondo una nuova missione in favore della diaspora
friulana. Le sue attuali esigenze sociali, economiche, culturali, di crescita
individuale e collettiva, ed ultimamente politiche con l'esercizio del voto
all'estero, esigono dall' Ente Friuli nel Mondo approcci innovativi ed interventi
di adeguato respiro. La riforma dei suoi Statuti, imposta dall'evoluzione del
fenomeno migratorio e dal suo ricambio generazionale, gli consente ora di affrontare
con più efficacia le esigenze proprie alla prima generazione e le rivendicazioni
avanzate da quella più giovane che richiedono, ovviamente, un ritmo diverso.
Approccio del rinnovamento
Consapevole che le trasformazioni imposte dalla globalizzazione al mercato del
lavoro ed alla sua economia esigono una nuova lettura della problematica migratoria,
che per affrontarla con efficacia occorre, come dimostrato dal "Forum del
lavoro e dell'imprenditoria del Friuli Venezia Giulia in America Latina",
promosso dalla Giunta regionale nel dicembre 2002, ridefinire politiche e strumenti
d'intervento, l' Ente Friuli nel Mondo ha deciso di procedere ad un suo conseguente
rinnovamento il cui percorso si snoderà lungo due assi:
a) quello di una rinnovata ed organica collaborazione istituzionale;
b) quello interno con l'adattamento delle sue strutture, la ridefinizione dei
suoi programmi e delle loro modalità di applicazione.
Tenuto conto della brevità e del carattere aperto del presente documento,
ci si limiterà, in questa sede, alla sola indicazione delle linee direttrici.
A) Sul piano della collaborazione istituzionale, come azioni prioritarie, verrà
proposto che:
- in occasione della riscrittura dello Statuto di autonomia regionale si precisino,
anche alla luce dei principi introdotti dalla Convenzione europea, i legami
istituzionali con la diaspora ammessa ormai ad esprimere i propri deputati e
senatori, da una parte, dell'auspicio formulato dal Presidente della Giunta
Riccardo Illy nel suo messaggio augurale ai corregionali all'estero, dall'altra.
Inoltre, onde dare un senso concreto alle finalità della legge regionale
n. 7/2002, si proceda, quanto prima, alla creazione di una loro anagrafe, associando
i Comuni all'impresa;
- la strategia regionale in materia di sviluppo e di partenariato internazionale
decentrato sia, da una parte, coerente con lo spirito di tale messaggio, dall'altra,
con le conclusioni del "Forum" di cui sopra, e che, di conseguenza,
si proceda al suo aggiornamento nella consapevolezza che la diaspora è,
e sempre di più potrebbe esserlo, una vera risorsa in questo ambito;
- l'iniziativa in atto, volta a verificare la fattibilità di una politica
programmata di rientri per giovani discendenti friulani diventi elemento organico
della politica dell'occupazione regionale.
Avvalendosi dell'esperienza acquisita sul campo, l' Ente Friuli nel Mondo presenterà
precise proposte in merito.
B) Sul piano dei rinnovamento interno, periferico e delle attività si
procederà:
- ad una appropriata riflessione sui valori fondanti dell' Ente Friuli nel Mondo
confrontandoli con le esigenze dei tempi odierni; alla conciliazione tra attività
tradizionali e quelle imposte dall'urgenza o dall'attualità; alla diffusione
di una vera cultura ed una corretta lingua friulana non solo in funzione di
se stesse, ma quali elementi di rafforzamento della coesione tra i corregionali
emigrati e come mezzo per una durevole espansione dell'influenza friulana all'estero;
- ad un vero e proprio screening della rete dei Fogolars e delle loro attività
con l'intento di proporre metodi e mezzi indispensabili al rinnovo della loro
missione.
I Fogolars
Come ogni altro modello di aggregazione sociale sono anch'essi chiamati a gestire,
con il loro rinnovamento, un passaggio delicato della loro esistenza. Il loro
passato è un patrimonio acquisito e la loro memoria va conservata. Le
loro infrastrutture, laddove disponibili, dovranno essere meglio valorizzate.
Correndo loro l'obbligo di produrre risultati compatibili con il momento, di
aprirsi maggiormente alle giovani generazioni, di passare da una cultura che
ha prevalentemente favorito la salvaguardia di tradizioni e costumi di un tempo
ad una cultura che favorisca un riequilibrio tra questi valori e quelli dell'odierno
Friuli, la gerarchia delle loro attività va aggiornata. La loro specifica
collocazione in seno al mondo friulano all'estero richiede dai loro responsabili,
oltre ad una particolare sensibilità ai legami con il Friuli, alcune
competenze e conoscenze in assenza delle quali sarà loro difficile dare
una giusta e corretta visibilità della realtà friulana. Questo
sforzo di rinnovamento si baserà:
- su un adattamento delle loro strutture alle nuove esigenze rafforzando la
formazione dei loro dirigenti onde superare l'odierna cultura della conservazione
dell'esistente;
- su un più facile accesso delle giovani leve a posti di responsabilità
e stabilendo programmi di attività conseguenti;
- sulla fornitura di una documentazione quanto più possibile aggiornata
sull'evoluzione sociale, economica, industriale, culturale, dell'occupazione
e turistica del Friuli ed un'altrettanta adeguata documentazione di promozione
di alcuni dei più tipici prodotti del territorio friulano;
- su ogni altra iniziativa che si rivelasse utile ed efficace al loro rinnovamento.
L'obiettivo perseguito è quello di far crescere ulteriormente i Fogolars
affinché ridiventino "luoghi aperti" dove si prepara, si forma
e si addestra la diaspora di domani. Una specie di habitat della friulanità
utile, punti di riferimento sicuro ed indicatori di direzione. Ma anche luoghi
dove, oltre alla conservazione della memoria, si possano immaginare un nuovo
rapporto ed un nuovo dialogo tra generazioni.
Giovani generazioni
Il futuro della friulanità all'estero dipende dalle seconde ed ormai
terze generazioni. Alle loro istanze va dato un attento ascolto. Le loro idee
sul fenomeno migratorio sono infatti mutate. Si considerano più diaspora
che figli del "povero migrante". Molti di essi occupano posizioni
di responsabilità nell'imprenditoria, nell'amministrazione, nella politica,
nell'insegnamento accademico. Il dialogo con esse va ripensato in funzione della
loro propria cultura. Alle seconde e terze generazioni interessa certamente
sapere quanto l' Ente Friuli nel Mondo ed i Fogolars sono stati utili in passato.
Ma ancora di più quanto e soprattutto in che modo potranno esserlo in
futuro. Lo stesso sentimento lo esprimono nei confronti del Friuli. Mentre quello
del passato si riduce a qualche ricordo tramandato, il Friuli odierno, quello
alle prese con le conseguenze dell'allargamento dell'Union europea, della sua
ricollocazione geografica europea, li attrae e suscita in loro curiosità
intellettuale ed interesse. Chiedono di conoscere con quale cultura, compresa
quella del lavoro, il Friuli è riuscito a trasformare con successo un
sistema fondamentalmente rurale, qual'era quello abbandonato dai loro padri,
in un sistema produttivo avanzato qual è oggi quello del Nord-Est. Sono
curiosi di conoscere qual'è l'incidenza dell'immigrazione sui processi
produttivi ed economici, come vengono accolti e tutelati gli immigrati, se la
solidarietà loro espressa corrisponde a quella manifestata ai loro padri
o ninni in tempi non molto remoti.
A queste richieste di voler capire, di essere informati sul vissuto quotidiano
delle genti che compongono e vivono in Friuli e che riflettono, oltre alla curiosità
ed ai sentimenti propri al ricambio generazionale, anche un forte desiderio
di appartenenza identitaria - ricchezza da non sprecare - l'Ente Friuli nel
Mondo intende darvi risposta con l'organizzazione di una serie di iniziative
formative aventi come obiettivo di fornire loro:
- una visione corretta dell'odierno Friuli, del suo modello di sviluppo economico,
sociale, culturale, di diversità linguistica e la sua possibile evoluzione;
- una informazione chiara, precisa e facilmente comprensibile circa gli effetti
dell'allargamento dell'Unione Europea sul Friuli, sulle nuove prospettive di
sviluppo transfrontaliero, sul suo mercato del lavoro, ma anche circa le conseguenze
che tale processo può avere sulle relazioni economiche, commerciali culturali,
tra l'Unione allargata ed i loro paesi;
- una informazione obiettiva sull'immigrazione in Friuli, sulla sua composizione,
condizioni di vita e lavoro, ma soprattutto sulla sua incidenza sui processi
produttivi ed economici.
L'obiettivo perseguito è quello del rafforzamento dei legami delle seconde
e terze generazioni con la realtà friulana odierna; loro sensibilizzazione
affinché si aggreghino ai Fogolars con la convinzione che l'attaccamento
alle radici friulane ha ancora senso.
Rafforzamento della classe imprenditrice friulana
Lo sviluppo ed il rafforzamento della piccola e media impresa figura tra le
priorità dei programmi di sviluppo economico e dell'occupazione nella
quasi totalità dei paesi con significativa presenza di corregionali emigrati.
Affinché la friulanità all'estero abbia ' influenza e sia utile
anche in questo settore, si rende necessario riqualificare il patrimonio umano
dei nostri imprenditori tramite appositi programmi di formazione - cooperazione
per la cui elaborazione l'Ente Friuli nel Mondo intende avvalersi delle Associazioni
degli imprenditori regionali, dell'Università, delle Fondazioni, delle
Camere di Commercio, delle Agenzie di sviluppo e di formazione professionale.
Per il raggiungimento di tale scopo l'Ente Friuli nel Mondo si muoverà
secondo le seguenti linee:
- conduzione di una indagine conoscitiva circa il numero delle imprese friulane,
o di origine friulana, della loro consistenza, della loro capacità di
creare occupazione, dei settori produttivi nei quali operano;
- elaborazione di uno specifico programma di formazione-cooperazione in collaborazione
coni suoi beneficiari e con il contributo tecnico degli organismi di cui sopra;
- organizzando appositi seminari di formazione sulle recenti disposizioni nazionali/italiane
in materia d'internazionalizzazione delle imprese.
L'obiettivo da raggiungere è quello di rafforzare, stimolare, sollecitare,
sostenere la classe dirigente imprenditoriale friulana; aiutarla a trasformarsi,
laddove possibile, conformemente allo spirito del messaggio augurale inviato
ai friulani all'estero dal Presidente della Giunta regionale Riccardo Illy ed
alle conclusioni de "Forum" di Buenos Aires, in elemento di cooperazione
internazionale per lo sviluppo.
Nuovi canali di dialogo e d'informazione
La nostra diaspora continua a non avere una visione chiara e realistica del
Friuli. Le informazioni che riceve sono inadatte sia in termini di contenuti
che della loro spendibilità ambientale. Le sue preoccupazioni non sono
mai, o quasi, riflettute compiutamente negli organi di stampa regionali. Consapevole
del fatto che un' informazione è utile nella misura in cui facilita la
comprensione degli avvenimenti e delle cose, nel nostro caso quelli attinenti
alla diaspora friulana, l' Ente Friuli nel Mondo ritiene necessario, partendo
da un restyling del proprio periodico e dal rilancio della rivista plurilingue
Friulworld, di dover colmare questo deficit con sue proprie iniziative in materia,
quali:
- accordi per un'informazione via satellitare;
- produzione di adeguato materiale audiovisivo.
L'obiettivo perseguito è quello di far beneficiare la nostra diaspora
di una informazione specializzata su argomenti relativi al suo status, alla
situazione attuale della società regionale e di fornire, nel contempo,
un prezioso supporto ai Fogolars nel loro ruolo di luogo d'incontro.
Promozione e salvaguardia dell'identità culturale
e linguistica
Per l'Ente Friuli nel Mondo la salvaguardia della cultura e della lingua friulane
è sempre stata una priorità. La loro espansione rimane un'esigenza
permanente. La promozione dell'identità culturale e linguistica dovrà
però essere spiegata come logica di appartenenza, di attaccamento alle
proprie redici, di definizione di se stessi e del saper convivere con la differenza.
Le iniziative intraprese in passato a questo fine sono solo un primo passo in
questa direzione. Elaborate prevalentemente in favore delle seconde e terze
generazioni, quindi nell'interesse di persone nate e cresciute separate dal
Friuli, queste attività dovranno essere condotte con la massima professionalità.
Si procederà, tra l'altro, con:
- la costituzione di una "Scuola" specifica di formazione dei quadri
friulani nel mondo;
- l'organizzazione di seminari di lingua friulana rivolti, in particolare, alle
giovani generazioni;
- iniziative culturali specifiche quali convegni, mostre, esposizioni, ecc...
che siano effettivamente di natura a rinsaldare i legami della diaspora con
il Friuli nel modo il più duraturo possibile.
L'obiettivo perseguito quello di rafforzare il senso di appartenenza al Friuli
, al suo ambiente culturale, di tradizioni e costumi; di comunicare e far crescere
la nostra lingua per dare visibilità alla friulanità all'estero.
Il progetto "Studiare in Friuli"
Trasmettendo nei giovani discendenti di friulani, oltre ad un insegnamento italiano
classico, il senso ed il grande valore della cooperazione internazionale, quello
della comprensione delle differenze esistenti nella comunità umana, l'importanza
dell'identità etnica friulana come valore aggiunto a quella legata alle
origini di nascita, una conoscenza aggiornata delle trasformazioni in atto nella
terra dei padri, il progetto "Studiare in Friuli" dovrebbe essere
trasformato in un programma formativo di natura permanente. La sua continuità
nel tempo permetterebbe non solo un utile investimento in termini di consolidamento
dei rapporti con le giovani generazioni, ma anche una vera promozione culturale
italiana/friulana quale parte integrante degli sforzi che la Regione Friuli
Venezia Giulia sta compiendo nell'intento di internazionalizzare il suo ruolo.
Vista la positiva esperienza sin qui acquisita, si ritiene utile:
- procedere ad una revisione degli accordi esistenti in materia con il Convitto
Nazionale "Paolo Diacono" di Cividale del Friuli, istituzione accademica
incaricata dell'esecuzione del progetto;
- integrare nelle attività formative elementi d'insegnamento legati alla
nuova dimensione europea ed al ruolo che potrebbe giocare in questo nuovo spazio
geopolitico il Friuli.
L'obiettivo perseguito è quello di permettere ai figli di discendenti
friulani di poter continuare a frequentare una scuola italiana nella regione
d'origine con apprendimento della lingua friulana non fine a se stessa ma come
veicolo della cultura del Friuli.
Osservazione riassuntiva
Per l' Ente Friuli nel Mondo, la salvaguardia dei valori culturali, linguistici,
delle tradizioni e la memoria dell'emigrazione friulana è un obbligo
fondamentale. Così com'è altrettanto fondamentale l'esigenza di
innovare, puntando su iniziative di rilevanza veramente simbolica, di valorizzazione
non solo delle strutture, ma anche, e forse soprattutto, delle nostre risorse
umane sparse per il mondo. La realtà odierna della diaspora richiede
dunque un'inversione di tendenza nella sua analisi ed un approccio totalmente
nuovo sul piano pratico. La nostra visione della problematica deve essere realistica,
concreta, proiettata nel futuro. Una visione che connetta, che sia cioè
capace di recuperare un positivo rapporto con tutte le componenti della diaspora
friulana e che sfrutti con intelligenza pratica le spinte che provengono dalle
giovani generazioni. Evitando lo scoglio della retorica e della nostalgia. Sempre
ed ovunque.