Il Gazzettino, Sabato, 29 Novembre 2003


(F.A.) - Difficoltà finanziarie ...

(F.A.) - Difficoltà finanziarie rilevanti e impreviste. L'insoddisfazione dei corregionali in Italia e all'estero. La difficoltà a realizzare i progetti. Sono questi i tre motivi che hanno spinto Giorgio Brandolin, il presidente della Provincia di Gorizia che solo due mesi fa era stato chiamato alla guida dell'ente Friuli nel mondo, a dimettersi in modo «irrevocabile» dall'incarico. In una lettera che non mancherà di fare rumore, Brandolin motiva la sua scelta chiamando in causa le precedenti gestioni dell'ente. «Ho trovato - scrive nella sua missiva - difficoltà di bilancio, con un disavanzo importante generato dalle precedenti gestioni». Ma Brandolin sostiene anche di aver «ricevuto comunicazione di nostri corregionali in Italia e all'estero, che mi hanno manifestato tutta la loro insoddisfazione per l'azione dell'ente. Infine - continua il presidente - ho riscontrato, cosa assolutamente non prevista, difficoltà nella realizzazione di alcuni progetti». Brandolin ribadisce che questi scogli «non erano certamenti noti al sottoscritto al momento della nomina a presidente» ed è probabile che proprio queste considerazioni saranno al centro dell'assemblea dei soci in programma stasera: all'ordine del giorno c'è la ratifica dell'approvazione del bilancio, ma non si potrà certo evitare il dibattito sul dopo Brandolin. Il presidente motiva il suo abbandono anche con i recenti incarichi ricevuti in seno all'Upi e al Coni, e considera indispensabile «un presidente con disponibilità di tempo, che intervenga immediatamente». Marzio Strassoldo, presidente della Provincia di Udine, rivela che Brandolin lo ha già sollecitato a prendere il suo posto. Ma l'ex rettore prende tempo: «Dovremo anche valutare se le incompatibilità decise in questi giorni dal consiglio regionale possano ostacolare l'eventuale nomina. Certo, Provincia di Udine e Fondazione Crup hanno la maggioranza delle quote». Quanto al forfait di Brandolin, Strassoldo è convinto che il collega goriziano abbia «sottovalutato l'impegno che richiede il rinnovamento dell'ente. Il bilancio da poco approvato aveva un deficit non indifferente, circa 240mila euro. Bisogna gestire un piano di rientro impegnativo e impegnarsi a controllare i costi». Il senatore Mario Toros, a lungo alla guida dell'ente, fa notare invece che «un ente come il nostro non deve essere in attivo: se fosse così non farebbe il suo dovere. I problemi finanziari non sono una novità, l'ente è fondato sul volontariato. Del resto il bilancio è stato approvato dal cda, e Brandolin ha già fatto in passato il vicepresidente, conosce le situazioni».