Messaggero Veneto
Giovedì 3 gennaio 2002

Il presidente del Fogolâr di Avellaneda, Bianchi: aumenta la domanda di visti, soprattutto fra i giovani
Argentina, i friulani vogliono tornare
Comincia l’era Duhalde. Oggi i nuovi ministri, domani si decide sulla svalutazione del peso

UDINE – Nel giorno in cui Eduardo Duhalde – senatore peronista di 60 anni – giura come 52esimo presidente argentino e annuncia un governo di unità nazionale per traghettare il paese fuori dell’emergenza, i friulani emigrati in Argentina sognano più che mai la «piccola patria» e in questi mesi di difficoltà del paese sudamericano vorrebbero tornare in Italia. Lo ha confermato ieri Mario Bianchi, presidente del Fogolar furlan di Avellaneda, nella provincia di Santa Fè, 800 chilometri a nord di Buenos Aires. «Le domande di visti per l’Italia – ha detto Bianchi – sono in aumento. Soprattutto tra i giovani». Bianchi ha spiegato che la situazione sociale nella provincia di Santa Fè non è critica. «Scontri e tumulti di piazza si sono avuti quasi solo nella capitale. Nella nostra zona c’è abbastanza lavoro e quindi la situazione è sostanzialmente calma». Il presidente del locale Fogolar furlan ha ribadito che «sono soprattutto i giovani a chiedere il visto per l’Italia. Sono loro che, forse, non vedono prospettive e quindi preferiscono lasciare l’Argentina. Magari non per sempre, ma per un periodo». Bianchi ha precisato che «sono soprattutto i laureati e coloro che sono in possesso di un diploma tecnico a chiedere di poter lasciare l’Argentina. Sentono, forse, di non avere un futuro garantito o, per lo meno, di non avere un futuro all’altezza delle loro aspettative». Bianchi ha aggiunto che il presidente Duhalde nominerà oggi i nuovi ministri, «ma solo domani, 4 gennaio – ha spiegato –, conosceremo le nuove misure economiche per far uscire l’Argentina dalla crisi. Abbandonata l’ipotesi di creare una terza moneta, sembra che il peso sarà svalutato tenendo conto di una media tra dollaro, euro e, appunto, moneta nazionale. La svalutazione potrebbe avvicinarsi al 30%. Per questo c’è molta tensione nel paese. Chi ha depositi in moneta nazionale rischia di trovarsi con un pugno di mosche o, comunque, con disponibilità minori. Però – ha concluso il presidente del Fogolar furlan di Avellaneda – c’è anche voglia di reagire in tutto il paese. Sono convinto che l’Argentina ce la farà a superare questo difficilissimo momento. Per fortuna il 2001 è passato. Speriamo veramente che l’anno nuovo sia migliore». Creare le condizioni affinchè un primo gruppo di emigrati friulani in Argentina (anche di seconda o terza generazione) possano tornare nella loro regione d’origine, certi di trovare, oltre a opportunità di lavoro, anche una casa: è l’obiettivo che il senatore Francesco Moro e il deputato Pietro Fontanini, parlamentari friulani della Lega, si sono posti annunziando che, nei prossimi giorni, indiranno su questa iniziativa un incontro coi rappresentanti dell’Associazione degli industriali e l’Ater di Udine. «A loro – hanno detto Moro e Fontanini – chiederemo di agevolare il rientro a Udine e nella provincia di un primo gruppo di 500 emigrati e in questo modo, da un lato, si potrà rispondere con efficacia alla drammaticità della situazione che si è determinata in Argentina, dall’altro si creeranno le condizioni per consentire alle industrie e alle aziende friulane di fare fronte a una domanda di forza-lavoro che da anni è in crescita e a cui si pone rimedio aprendo il mercato a maestranze extracomunitarie». «Si tratta – hanno commentato Fontanini e Moro – di ripensare le modalità di individuazione della provenienza dei flussi di immigrazione extracomunitaria. Se, in essi, troveranno posto anche i figli dei nostri emigrati in Argentina, il Friuli si dimostrerà, ancora una volta, attento alle problematiche delle nostre comunità all’estero, affrontate, in passato, in un’ottica di mero assistenzialismo, se non addirittura di colpevole abbandono».