Messaggero Veneto
Domenica 23 dicembre 2001

Tondo: pronta la legge sull’emigrazione
Il presidente del Friuli-Venezia Giulia: già 600 intendono rientrare e noi li accoglieremo

UDINE – «Nei nostri programmi è prioritario risolvere le difficoltà degli argentini di origine friulana. Da una prima stima almeno 600 sono i giovani che vorrebbero rientrare in Friuli-Venezia Giulia e ci attiveremo per accoglierli tutti». Esordisce così il presidente della Regione, Renzo Tondo, che spiega le azioni di sostegno che la sua giunta adotterà verso i propri corregionali all’estero. Lo fa a poche ore dalle dichiarazioni dell’argentino di origine friulana Mario Bianchi, delegato di Avelloneda per il Comitato regionale per l’emigrazione, organismo del Friuli-Venezia Giulia che dovrebbe riunirsi una volta l’anno per esaminare i progetti a favore degli emigranti e che invece è inattivo da 2 anni. La ragione è burocratica. Il presidente del Comitato è la stessa persona che guidava l’Ermi (Ente regionale migranti), soppresso 2 anni fa. Da allora, quindi, e fino all’approvazione di una legge per l’emigrazione in grado di ridefinire ogni attività, il Comitato non è più stato chiamato a collaborare ai progetti per gli emigranti.
Ora, però, con l’assestamento al bilancio regionale 2001, è stato stabilito che il presidente del Comitato sia lo stesso Tondo, che ha anche mantenuto per sé la delega alle politiche per i migranti. «Riattiverò subito il comitato – conferma il massimo esponente regionale –, mettendo a disposizione dei friulani nel mondo me stesso e la mia struttura. E penso che alla prima riunione del comitato ci sarà da discutere proprio il disegno di legge sull’emigrazione, norma che dovrà essere approvata dal consiglio regionale e che è pronta per essere esaminata».
Ma Tondo elenca anche le altre iniziative che caratterizzeranno il suo governo rispetto alle difficoltà della comunità friulana in Argentina. «In primavera parteciperò al forum per l’emigrazione e lo farò accompagnato da una serie di imprenditori – prosegue il presidente –. Una delle mancanze dell’Argentina è il senso di iniziativa per il lavoro e con i nostri imprenditori locali, quindi, vogliamo proprio trasferire là il saper fare friulano. Poi, dopo aver approvato il progetto pilota per i rientro di alcuni corregionali, ci stiamo organizzando per poter accogliere quanti più giovani possibile. Infine, abbiamo stanziato 500 milioni in un fondo solidarietà allocato al servizio di protezione civile al fine di renderlo subito spendibile. Con questo fondo, che se necessario incrementeremo, potremo per esempio intervenire in un paese argentino con forte presenza friulana per rispondere all’emergenza alimentare».
Un piano definito, dunque, che diviene una riposta indiretta a don Ottorino Burelli, storico presidente dell’Ermi. «La Regione non ha brillato negli ultimi tempi per quanto riguarda le politiche a favore degli emigranti – dice Burelli –, forse perché superficialmente ritiene che i friulani siano ben integrati all’estero e invece in Argentina o Venezuela esistono difficoltà economiche e politiche. Alle nostre comunità bisognerebbe stare molto più vicini, sfruttando al massimo le competenze della Regione che come priorità, in questo momento, dovrebbe agevolare il rientro dei giovani che vogliano riprendere i contatti con la nostra terra. E questo, almeno nei casi più urgenti, va fatto subito». E se Tondo garantisce attenzione al problema rientri, tiene anche a sottolineare che «non facciamo polemiche e non affrontiamo i disagi con superficialità. Chiunque abbia idee a favore degli emigrati ce le sottoponga perché i fondi per realizzarle esistono».

Anna Buttazzoni