UDINE - Per discutere i principi e gli obiettivi della nuova proposta di legge della Regione Friuli Venezia Giulia sull'immigrazione si è svolto ad Udine, presso la Sala del Parlamento del Castello, l'incontro finale del Comitato di esperti che, nel corso degli ultimi mesi, ha elaborato la complessa bozza normativa. Una conferenza, quest'ultima, che conclude il lungo ciclo di consultazioni, circa 32 sedute, che hanno portato gli esponenti del Comitato ad incontrare i rappresentanti delle associazioni del volontariato e degli stessi immigrati.
All'incontro ha preso parte l'Assessore Regionale alle identità linguistiche e ai migranti Roberto Antonaz che, oltre ad annunciare la messa in discussione del disegno di legge presso l'assemblea regionale per il mese di marzo, ha elogiato il metodo delle concertazione e della condivisione, volto a rafforzare i rapporti con la società locale, che ha portato alla costruzione del variegato progetto normativo. Un apporto dal basso che, secondo Antonaz, darà un ulteriore impulso a questo disegno di legge che si prefigge di creare una reale culturale basata sull'integrazione e l'accoglienza. Un salto di qualità che, per l'Assessore, potrà avere luogo sia attraverso una nuova percezione del fenomeno migratorio, che inquadri questa realtà come risorsa, sia con lo sviluppo di una fattiva contaminazione culturale che porti all'arricchimento del territorio.
Tra gli interventi segnaliamo anche quelli del Presidente del Consiglio Regionale Alessandro Tesini, che si è detto convinto della necessità di portare in Consiglio una proposta normativa fortemente condivisa ed innovativa, e dell'Arcivescovo di Udine Pietro Brollo. Quest’ultimo ha evidenziato come a tutt'oggi la popolazione della Regione non riesca a lasciarsi alle spalle, con un balzo culturale, le antiche memorie d'emigrazione per giungere alla piena consapevolezza di appartenere ormai ad una terra d'accoglienza.
Altrettanto rilevante la relazione del responsabile del Comitato di esperti Michele Negro che ha ricordato la forte presenza nella Regione di extracomunitari regolari, almeno 50.000, ed il crescente afflusso di immigrati provenienti dai Balcani e dai Paesi dell'Est Europeo.
Secondo i dati, ricavati dall'annuario statistico regionale dell'immigrazione per gli anni 2001-2002, circa il 36,4% degli immigrati giungerebbero infatti dall'ex Jugoslavia, il 14,8% dall'Albania, l'8% dai Paesi dell'Est Europeo, il 5,4 % dal Ghana, il 3,1% dal Marocco, il 2,5% dalla Cina popolare, e il 2,1% dalla Colombia. Una notevole forza lavoro che viene soprattutto impiegata nell'ambito dell'edilizia (48,4% delle nuove assunzioni riguardano gli immigrati), dei servizi (31%) e dell'industria (27,2%). Né vanno dimenticati i tanti che vivono in condizioni di irregolarità, qualche migliaia di immigrati che svolgono lavoro disagiati, e le centinaia di persone che, spesso vittime di una vera e propria schiavitù, operano nell'ambito della prostituzione.
Per quanto poi riguarda i contenuti del disegno di legge regionale, denominato "Norme per l'accoglienza e l'integrazione sociale delle cittadine e dei cittadini stranieri immigrati", si evidenziano come obiettivi prioritari l'eliminazione di ogni forma di discriminazione, l'accoglienza e l'integrazione degli immigrati, il coinvolgimento nella vita pubblica degli stranieri ed il reciproco riconoscimento dei diritti e delle identità culturali.
Dalla bozza normativa vengono inoltre delineati appositi strumenti operativi come la Consulta regionale - un organo collegiale che verrà consultato dalla Giunta ed in cui porteranno le loro istanze gli esponenti degli stranieri delle associazioni, degli enti locali e delle Camere di Commercio - l'Osservatorio, un organismo che veglierà sulle dinamiche e sull'attuazione delle politiche migratorie, i Servizi territoriali di supporto legale ed amministrativo e l'Albo delle associazioni che operano nell'ambito dell'immigrazione. Dal disegno di legge, che contempla anche disposizioni volte a favorire la tutela dei minori stranieri non accompagnati e i richiedenti diritto d'asilo, vengono inoltre istituiti il Registro regionale dei mediatori culturali, il Gruppo di lavoro tecnico sulla sanità dei migranti e le Agenzie per la casa che hanno lo specifico compito di orientare ed aiutare gli immigrati nel complesso contesto abitativo.
[FONTE: G. M.-Inform - INFORM - N. 29 - 10 febbraio 2004]