La
situazione è precipitata in Argentina.
Oltre tre milioni di disoccupati in più solo nell’ultimo anno. Il Presidente Della Rua abbandona la barca
che affonda.
Questo è il risultato di scelte economiche sbagliate e di disastrosi
condizionamenti economici internazionali.
Lo spettro della fame percorre l’Argentina
e quasi non ci crediamo. Tale e quale ritorna l’iconografia
socialista di inizio secolo contro la guerra. Si tratta, invece, di concrete fotografie
delle agenzie internazionali, riprese dai nostri quotidiani.
C’è da chiedersi: ha un senso oggi il dibattito asfittico ed inconcludente
intorno all’assegno sociale per i più poveri fra gli italiani d’Argentina
su cui tanto si è parlato e nulla si è fatto nel CGIE?
E’ cosa davvero dell’altro mondo, ad inizio del terzo millennio,
in un paese moderno come l’Argentina, nel clima fosco e torbido dello
stato d’assedio morire per qualche bene di consumo, assaltare una vetrina
ed essere uccisi, nella vana speranza di sopravvivere qualche giorno.
Le cose che stanno accadendo in Argentina la dicono lunga sul valore
morale ed etico dei sistemi economici liberistici e della cosiddetta naturale
capacità di riequilibrio dei mercati.
La Regione Veneto, nelle settimane scorse, ha deciso di investire risorse pubbliche
per far tornare a lavorare nella regione stessa alcune centinaia di italiani
d’Argentina e del Cile.
Non saremo fra quelli che sono contrari all’iniziativa, ma, dopo
quanto è accaduto in Argentina, certo ne misuriamo i limiti.
A quale logica, c’è da chiedersi, risponde oggi la richiesta, che è anche
di altre regioni, di far rientrare i propri corregionali.
L’Argentina ha speso milioni dei suoi pesos per far laureare giovani,
che di fatto, verranno sottratti ad un possibile, anzi necessario, piano di
rinascita di quel paese e di quel popolo, al quale le vicende italiane sono
così fortemente intrecciate.
Il Parlamento italiano, nell’immediato, deve trovarsi unito per fornire
subito aiuti a tutti gli argentini. Ne
saranno grati ed orgogliosi tutti gli italiani d’Argentina ed i loro discendenti.
L’Italia deve contemporaneamente farsi promotrice del massimo impegno
dell’Unione Europea per un piano di sostegno all’economia e per
l’immediata piena ripresa di funzionamento delle istituzioni democratiche
dell’Argentina.
La FIEI e l’Istituto Fernando Santi sono pienamente solidali con quanti,
in Argentina, anche in queste ore difficili, fanno appello alla razionalità,
ai valori democratici, al dialogo, perché si esca dalla difficile condizione
interna ed internazionale con una maggiore giustizia sociale e con un avvenire
migliore per tutti.