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Pieno successo della missione dell'Ente
Friuli nel Mondo in Argentina in occasione dell'incontro con i
Presidenti dei Fogolars di Argentina e Uruguay svoltosi a Colonia
Caroya. Gli obiettivi della missione, guidata dal Vice-presidente
Rino Di Bernardo, erano sostanzialmente quattro: fornire ai
partecipanti un'obiettiva informazione sui fatti che hanno
ultimamente interessato la vita dell'Ente, procedere ad un
approfondimento dei contenuti della "piattaforma di rinnovamento
programmatico ed organizzativo", dare avvio allo screening
dei Fogolars sulla base del questionario predisposto a tale scopo,
fornire un'informazione aggiornata sulle attività pratiche per
l'anno in corso.
Le relazioni svolte e l'intenso ed
articolato dibattito che ne è seguito hanno riportato serenità tra i
qualificati rappresentanti delle comunità friulane di Argentina e
Uruguay, rafforzando la volontà di proseguire sulla strada della già
consolidata collaborazione. La tre giorni di discussione si è, in
effetti, conclusa con la riconferma dell'attaccamento dei friulani
di quei due paesi all'Ente Friuli nel Mondo, ai suoi valori ed alle
sue finalità, senza riserva alcuna e con l'adozione di due
importanti documenti che pubblichiamo: la "Dichiarazione di Colonia
Caroya" ed il comunicato di "Solidarietà, sostegno e rinnovata
fiducia all'Ente Friuli nel Mondo".
Significativa la
"Dichiarazione" con la quale i Fogolars rivendicano il diritto dei
friulani lontani ad essere solennemente riconosciuti quale parte
integrante della Regione, di vedere sancito il legame che li unisce
alla loro terra di origine ed affermato il ruolo che possono
svolgere nei processi di sviluppo socioeconomici del Friuli Venezia
Giulia. Chiedono che questa nuova qualità del rapporto tra la
diaspora ed il Friuli Venezia Giulia venga formalizzato in occasione
della riscrittura del nuovo Statuto di autonomia
regionale.
L'assemblea che ha calorosamente accolto i saluti,
portati dal Vice-presidente Di Bernardo e dal membro del Consiglio
generale Franco Spizzo, a nome del Presidente Strassoldo ha,
inoltre, pregato i rappresentanti dell'Ente di trasmettere al
Direttore Ferruccio Clavora la sua stima e la sua piena fiducia.
La dichiarazione di Colonia Caroya
Viste le
grandi trasformazioni in atto in America Latina, in Italia e nel
Friuli Venezia Giulia, considerato che gli effetti dell'importante
ricambio generazionale avvenuto in questi ultimi anni nelle comunità
friulane emigrate impongono un riesame dei legami che le uniscono al
Friuli Venezia Giulia, noi, rappresentanti dei sodalizi di Argentina
ed Uruguay aderenti all'Ente Friuli nel Mondo, riuniti in assemblea
"aperta" a Colonia Caroya (Argentina) dal 12 al 14 marzo 2004,
chiediamo a tutte le forze politiche regionali che in occasione
della riscrittura dello Statuto di autonomia regionale vengano
introdotti alcuni principi fondamentali con l'obiettivo di: -
riconoscere l'esistenza, il ruolo e la funzione delle comunità
regionali emigrate, ignorate dallo Statuto in vigore; - sancire
il giusto legame che deve unire questa "parte reale" della
popolazione del Friuli Venezia Giulia con il suo territorio
d'origine, il suo sistema politico, sociale, culturale, di sviluppo
economico e di scambi commerciali.
L'assemblea,
nell'apprezzare il messaggio che il Presidente llly ha inviato alle
nostre comunità emigrate a seguito della sua elezione alla guida
della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia, ha particolarmente
sottolineato il fatto che un Presidente della Giunta Regionale le
considera "cittadini del Friuli Venezia Giulia a parte intera ed
un'ideale comunità ben più vasta di quella presente sul territorio
friulano".
L'assemblea ha altresì notato, con grande
soddisfazione, che egli, nella sua veste di Presidente della Giunta,
"intende dialogare e confrontarsi" con queste comunità riconoscendo
loro la dignità di partners "capaci di divenire testa di ponte per
lo sviluppo sociale ed economico del Friuli Venezia Giulia".
Consapevole del significato politico che rappresenta tale
riconoscimento, del fatto che viene autorevolmente riconosciuta
l'importanza che possono acquisire le nostre comunità all'estero
anche in termini di sviluppo regionale, l'assemblea unanime, gli
esprime il suo sincero ringraziamento.
Tuttavia, ed affinché
la portata di tale riconoscimento conservi il suo valore nel tempo,
essa ritiene indispensabile che lo stesso debba essere iscritto nel
nuovo Statuto di autonomia regionale che le forze politiche si
apprestano a scrivere. Trasformatesi da emigrazione da spinta
economica in "presenza regionale all'estero", temporanea, durevole o
definitiva che sia, le nostre comunità emigrate necessitano ormai di
un riconoscimento che rifletta questa evoluzione, che le consideri a
tutti gli effetti una "parte reale" della popolazione del Friuli
-Venezia Giulia ed del loro territorio d'origine.
Le nostre
comunità emigrate ed i loro sodalizi sono pronti a fornire un loro
proprio contributo a questo riguardo che potrebbe essere raccolto in
un'apposita audizione da temersi nel quadro di una riunione ad hoc
del Comitato dei Corregionali all'Estero (legge regionale
7/2002), la cui costituzione e primo insediamento registrano
un inspiegabile ritardo. Esse hanno da sempre rivendicato il diritto
di essere maggiormente ascoltate circa le grandi decisioni che
riguardano il futuro della loro Regione. Oggi, chiamate ad eleggere
i propri deputati e senatori, lo ribadiscono con maggior
determinazione.
Lasciate senza voce, ai margini di un
processo di revisione istituzionale che si vuole profondamente
democratico, sarebbe un atto incomprensibile, una mancanza di equità
nei loro confronti, la riproduzione di una disuguaglianza rispetto
ad altre componenti della popolazione regionale, ma soprattutto
impedire al "Friuli fuori dal Friuli" di superare la condizione di
subalternità politica che lo hanno sin qui contraddistinto e, peggio
ancora, mantenerlo confinato al godimento dei soli diritti
minori.
Darsi nuove regole in materia di comunità regionali
all'estero - presenti ed a venire - capaci di conciliare le esigenze
degli uni con gli interessi degli altri, è necessario ed urgente
anche perché l'architettura istituzionale ad esse applicabile non si
accomoda più alla nuova configurazione economica, sociale, culturale
sempre più globale. La presenza della Regione all'estero è ormai una
realtà che va affrontata con nuove
immaginazioni.
L'introduzione nel nuovo Statuto di autonomia
regionale di alcuni punti cardine a questo proposito dimostrerebbe
non solo una nuova sensibilità e attenzione circa il ruolo che
possono giocare le "generazioni a venire", ma anche, e diremmo
soprattutto, la capacità di elaborare in questo settore un disegno
politico moderno ed una reale volontà di cambiamento.
Noi,
rappresentanti delle comunità friulane aderenti all'Ente Friuli nel
Mondo, insistiamo affinché nel nuovo Statuto di autonomia regionale
siano introdotte alcune linee guida fondamentali utili a dar vita ad
un nuovo sistema di regole e discipline in favore della presenza
regionale all'estero in tutte le sue forme: lavoro dipendente,
imprenditori, accademici, professioni liberali. Confermiamo la
nostra disponibilità per fornire un nostro specifico contributo di
esperienze e conoscenze a tutte quelle Autorità e forze politiche
che abbiano voglia di ragionare sinceramente sulle questioni
sollevate dalla presente "Dichiarazione di Colonia Caroya", senza
inutili scorciatoie.
Solidarietà, sostegno e rinnovata
fiducia all'Ente Friuli nel Mondo
I rappresentanti
dei Fogolars furlans di Argentina e Uruguay, aderenti all'Ente
Friuli nel Mondo, riuniti in Assemblea per l'esame periodico delle
proprie iniziative in favore delle comunità friulane emigrate, -
preso atto dei fatti che in questi ultimi tempi hanno interessato la
vita e le attività della loro Organizzazione in Friuli, - dopo
approfondito esame degli stessi e dell'inspiegabile accanimento
degli organi di stampa regionali contro l'Ente Friuli nel Mondo,
desiderano esprimere la loro solidarietà, il loro sostegno ed
una rinnovata fiducia all'Ente Friuli nel Mondo.
Il fenomeno
migratorio e la presenza friulana all'estero sono questioni che
meritano più attenzione e soprattutto più comprensione, in modo
particolare da parte di chi riveste responsabilità politiche o
amministrative. Alle nostre comunità emigrate non interessano spot
pubblicitari, dichiarazioni chiassose e polemiche, attacchi verbali
che non spiegano nulla, affermazioni che mistificano i fatti e non
contribuiscono ad una vera comprensione dei fatti.
I friulani
emigrati, respingono energicamente tanto il lessico quanto i
concetti usati nei confronti dell'Ente Friuli nel Mondo e del suo
personale: avvilenti perché manipolatori. Sull'emigrazione, ed il
suo corollario, occorrono analisi equilibrate, argomentazioni lucide
e comprensibili a tutti; tratti che hanno caratterizzato i progetti
innovativi e la politica dell'Ente in questi ultimi
anni.
fonte: Ente Friuli nel
Mondo
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