Informazioni e annunci settimanali
I friulani di Argentina e Uruguay chiedono il riconoscimento della diaspora nel nuovo statuto di autonomia regionale
Colonia Caroya, 14-03-2004

Pieno successo della missione dell'Ente Friuli nel Mondo in Argentina in occasione dell'incontro con i Presidenti dei Fogolars di Argentina e Uruguay svoltosi a Colonia Caroya. Gli obiettivi della missione, guidata dal Vice-presidente Rino Di Bernardo, erano sostanzialmente quattro: fornire ai partecipanti un'obiettiva informazione sui fatti che hanno ultimamente interessato la vita dell'Ente, procedere ad un approfondimento dei contenuti della "piattaforma di rinnovamento programmatico ed organizzativo", dare avvio allo screening dei Fogolars sulla base del questionario predisposto a tale scopo, fornire un'informazione aggiornata sulle attività pratiche per l'anno in corso.

Le relazioni svolte e l'intenso ed articolato dibattito che ne è seguito hanno riportato serenità tra i qualificati rappresentanti delle comunità friulane di Argentina e Uruguay, rafforzando la volontà di proseguire sulla strada della già consolidata collaborazione. La tre giorni di discussione si è, in effetti, conclusa con la riconferma dell'attaccamento dei friulani di quei due paesi all'Ente Friuli nel Mondo, ai suoi valori ed alle sue finalità, senza riserva alcuna e con l'adozione di due importanti documenti che pubblichiamo: la "Dichiarazione di Colonia Caroya" ed il comunicato di "Solidarietà, sostegno e rinnovata fiducia all'Ente Friuli nel Mondo".

Significativa la "Dichiarazione" con la quale i Fogolars rivendicano il diritto dei friulani lontani ad essere solennemente riconosciuti quale parte integrante della Regione, di vedere sancito il legame che li unisce alla loro terra di origine ed affermato il ruolo che possono svolgere nei processi di sviluppo socioeconomici del Friuli Venezia Giulia. Chiedono che questa nuova qualità del rapporto tra la diaspora ed il Friuli Venezia Giulia venga formalizzato in occasione della riscrittura del nuovo Statuto di autonomia regionale.

L'assemblea che ha calorosamente accolto i saluti, portati dal Vice-presidente Di Bernardo e dal membro del Consiglio generale Franco Spizzo, a nome del Presidente Strassoldo ha, inoltre, pregato i rappresentanti dell'Ente di trasmettere al Direttore Ferruccio Clavora la sua stima e la sua piena fiducia.

La dichiarazione di Colonia Caroya

Viste le grandi trasformazioni in atto in America Latina, in Italia e nel Friuli Venezia Giulia, considerato che gli effetti dell'importante ricambio generazionale avvenuto in questi ultimi anni nelle comunità friulane emigrate impongono un riesame dei legami che le uniscono al Friuli Venezia Giulia, noi, rappresentanti dei sodalizi di Argentina ed Uruguay aderenti all'Ente Friuli nel Mondo, riuniti in assemblea "aperta" a Colonia Caroya (Argentina) dal 12 al 14 marzo 2004, chiediamo a tutte le forze politiche regionali che in occasione della riscrittura dello Statuto di autonomia regionale vengano introdotti alcuni principi fondamentali con l'obiettivo di:
- riconoscere l'esistenza, il ruolo e la funzione delle comunità regionali emigrate, ignorate dallo Statuto in vigore;
- sancire il giusto legame che deve unire questa "parte reale" della popolazione del Friuli Venezia Giulia con il suo territorio d'origine, il suo sistema politico, sociale, culturale, di sviluppo economico e di scambi commerciali.

L'assemblea, nell'apprezzare il messaggio che il Presidente llly ha inviato alle nostre comunità emigrate a seguito della sua elezione alla guida della Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia, ha particolarmente sottolineato il fatto che un Presidente della Giunta Regionale le considera "cittadini del Friuli Venezia Giulia a parte intera ed un'ideale comunità ben più vasta di quella presente sul territorio friulano".

L'assemblea ha altresì notato, con grande soddisfazione, che egli, nella sua veste di Presidente della Giunta, "intende dialogare e confrontarsi" con queste comunità riconoscendo loro la dignità di partners "capaci di divenire testa di ponte per lo sviluppo sociale ed economico del Friuli Venezia Giulia". Consapevole del significato politico che rappresenta tale riconoscimento, del fatto che viene autorevolmente riconosciuta l'importanza che possono acquisire le nostre comunità all'estero anche in termini di sviluppo regionale, l'assemblea unanime, gli esprime il suo sincero ringraziamento.

Tuttavia, ed affinché la portata di tale riconoscimento conservi il suo valore nel tempo, essa ritiene indispensabile che lo stesso debba essere iscritto nel nuovo Statuto di autonomia regionale che le forze politiche si apprestano a scrivere. Trasformatesi da emigrazione da spinta economica in "presenza regionale all'estero", temporanea, durevole o definitiva che sia, le nostre comunità emigrate necessitano ormai di un riconoscimento che rifletta questa evoluzione, che le consideri a tutti gli effetti una "parte reale" della popolazione del Friuli -Venezia Giulia ed del loro territorio d'origine.

Le nostre comunità emigrate ed i loro sodalizi sono pronti a fornire un loro proprio contributo a questo riguardo che potrebbe essere raccolto in un'apposita audizione da temersi nel quadro di una riunione ad hoc del Comitato dei Corregionali all'Estero (legge regionale 7/2002), la cui costituzione e primo insediamento registrano un inspiegabile ritardo. Esse hanno da sempre rivendicato il diritto di essere maggiormente ascoltate circa le grandi decisioni che riguardano il futuro della loro Regione. Oggi, chiamate ad eleggere i propri deputati e senatori, lo ribadiscono con maggior determinazione.

Lasciate senza voce, ai margini di un processo di revisione istituzionale che si vuole profondamente democratico, sarebbe un atto incomprensibile, una mancanza di equità nei loro confronti, la riproduzione di una disuguaglianza rispetto ad altre componenti della popolazione regionale, ma soprattutto impedire al "Friuli fuori dal Friuli" di superare la condizione di subalternità politica che lo hanno sin qui contraddistinto e, peggio ancora, mantenerlo confinato al godimento dei soli diritti minori.

Darsi nuove regole in materia di comunità regionali all'estero - presenti ed a venire - capaci di conciliare le esigenze degli uni con gli interessi degli altri, è necessario ed urgente anche perché l'architettura istituzionale ad esse applicabile non si accomoda più alla nuova configurazione economica, sociale, culturale sempre più globale. La presenza della Regione all'estero è ormai una realtà che va affrontata con nuove immaginazioni.

L'introduzione nel nuovo Statuto di autonomia regionale di alcuni punti cardine a questo proposito dimostrerebbe non solo una nuova sensibilità e attenzione circa il ruolo che possono giocare le "generazioni a venire", ma anche, e diremmo soprattutto, la capacità di elaborare in questo settore un disegno politico moderno ed una reale volontà di cambiamento.

Noi, rappresentanti delle comunità friulane aderenti all'Ente Friuli nel Mondo, insistiamo affinché nel nuovo Statuto di autonomia regionale siano introdotte alcune linee guida fondamentali utili a dar vita ad un nuovo sistema di regole e discipline in favore della presenza regionale all'estero in tutte le sue forme: lavoro dipendente, imprenditori, accademici, professioni liberali. Confermiamo la nostra disponibilità per fornire un nostro specifico contributo di esperienze e conoscenze a tutte quelle Autorità e forze politiche che abbiano voglia di ragionare sinceramente sulle questioni sollevate dalla presente "Dichiarazione di Colonia Caroya", senza inutili scorciatoie.


Solidarietà, sostegno e rinnovata fiducia all'Ente Friuli nel Mondo


I rappresentanti dei Fogolars furlans di Argentina e Uruguay, aderenti all'Ente Friuli nel Mondo, riuniti in Assemblea per l'esame periodico delle proprie iniziative in favore delle comunità friulane emigrate,
- preso atto dei fatti che in questi ultimi tempi hanno interessato la vita e le attività della loro Organizzazione in Friuli,
- dopo approfondito esame degli stessi e dell'inspiegabile accanimento degli organi di stampa regionali contro l'Ente Friuli nel Mondo,
desiderano esprimere la loro solidarietà, il loro sostegno ed una rinnovata fiducia all'Ente Friuli nel Mondo.

Il fenomeno migratorio e la presenza friulana all'estero sono questioni che meritano più attenzione e soprattutto più comprensione, in modo particolare da parte di chi riveste responsabilità politiche o amministrative. Alle nostre comunità emigrate non interessano spot pubblicitari, dichiarazioni chiassose e polemiche, attacchi verbali che non spiegano nulla, affermazioni che mistificano i fatti e non contribuiscono ad una vera comprensione dei fatti.

I friulani emigrati, respingono energicamente tanto il lessico quanto i concetti usati nei confronti dell'Ente Friuli nel Mondo e del suo personale: avvilenti perché manipolatori. Sull'emigrazione, ed il suo corollario, occorrono analisi equilibrate, argomentazioni lucide e comprensibili a tutti; tratti che hanno caratterizzato i progetti innovativi e la politica dell'Ente in questi ultimi anni.



fonte: Ente Friuli nel Mondo